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ISTAT/ Con quale coraggio ci sorprendiamo di figli senza padri?

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

PROLOGO
Il deserto non è così remoto nel tropico australe, non è solo voltato l’angolo... il deserto è pressato nel treno della metropolitana, è nel cuore di vostro fratello. (T. S. Eliot).

Converrà leggere attentamente questo breve estratto del rapporto annuale 2010 redatto dall’Istituto statistico del nostro paese. È la trama, nuda e scarna, d’una tragedia che si rappresenta quotidianamente, e da tempo, nel lacero tessuto della nostra vita sociale.

Nel 2010 i giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non frequentano alcun corso di istruzione o formazione - i cosiddetti Neet (Not in education, employment or training) - sono poco più di 2,1 milioni, circa 134 mila unità in più rispetto all’anno precedente (+6,8 per cento). (…) Il confronto europeo mette in luce come, nel 2009, la quota dei Neet in Italia (20,5 per cento) sia significativamente superiore alla media europea (14,7 per cento) e prossima solamente a quella spagnola (20,4 per cento). A differenza degli altri paesi, la condizione di Neet in Italia è in buona misura riconducibile all’area dell’inattività piuttosto che a quella della disoccupazione, riflettendo una situazione di preoccupante scoraggiamento da parte dei giovani italiani di fronte alla difficoltà di trovare un lavoro: gli inattivi rappresentano il 13,5 per cento dei giovani tra i 15 e i 29 anni, contro il 7,7 per cento della media europea. L’Italia è, inoltre, l’unico paese tra quelli considerati che mostra, anche nella componente maschile, una prevalenza di inattivi rispetto ai disoccupati: i primi rappresentano il 10,1 per cento dei giovani, i secondi il 7,5 per cento (le corrispondenti medie europee si attestano, rispettivamente, al 4,5 e all’8,1 per cento). (…) Nell’organizzazione dei tempi della giornata i Neet dedicano più tempo al dormire e alle altre attività fisiologiche del mangiare e lavarsi rispetto ai loro coetanei. (…) Infine, l’esclusione dal circuito formativo e lavorativo si associa a più bassi livelli di soddisfazione nelle relazioni familiari: in particolare, tra i Neet inattivi si osservano bassi livelli di soddisfazione anche per quanto riguarda le relazioni con gli amici (soprattutto tra le donne) e la salute (soprattutto tra gli uomini). I Neet mostrano, invece, livelli di soddisfazione prossimi agli altri rispetto al tempo libero, in particolare tra gli uomini (Istat, Rapporto annuale 2010).



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