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MATURITA’ 2011/ La versione di latino: 4 regole per espugnare la "fortezza"

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Roma, il foro (Imagoeconomica)  Roma, il foro (Imagoeconomica)

4. Ora ti aspetta il momento più delicato che incide direttamente sulla tua traduzione: il lessico, la scelta dei significati delle parole, scelta per la quale ti risulteranno particolarmente utili la contestualizzazione storico-linguistica del brano, l’immedesimazione col pensiero e il linguaggio dell’autore, le conoscenze morfo-sintattiche, il tutto posto al servizio delle tue capacità d’intuizione. Non dovrai inventarti dal nulla il significato, ma consulterai il vocabolario con una preventiva ipotesi di senso, anche se ancora non del tutto definita; sulla base delle parole-chiave individuate potrai scegliere i termini più adeguati.

Tieni presente che, se il brano è di tipo filosofico, retorico o scientifico, con un linguaggio quindi altamente specifico, un errore di lessico può compromettere il senso dell’intero passo più che un errore di tempo o di caso.

Questo rischio nelle scelte lessicali è reale, ma può essere contenuto entro limiti ragionevoli se lavorerai con l’attenzione e la pazienza dovute, magari con l’aiuto del dizionario di italiano.

Consigli pratici: ripassa gli autori di prosa più significativi dell’età romana repubblicana (Cicerone, Livio) e di quella imperiale (Seneca, Quintiliano, Tacito, Plinio il Giovane); leggi attentamente tutti i brani antologici a tua disposizione dei suddetti autori: potrai così mantenere viva nella tua mente una certa familiarità con l’universo tematico e linguistico dei singoli prosatori, attivando immediatamente davanti al brano d’esame una sorprendente sintonia; ripassa le principali strutture morfo-sintattiche, segnatamente le forme verbali; esercitati il giorno prima su passi brevi di Seneca/Tacito o di Cicerone, per cogliere le essenziali differenze stilistiche tra due modi di costruire il periodo: il primo, più complesso da rendere in italiano per la struttura sintattica spezzata, irregolare e per il lessico sommamente denso e pregnante; il secondo più piano ed esplicito, con un lessico dai significati chiari e riconoscibili.

Ricordati che questa avventura ha bisogni di un io vivo, fiducioso e audace, desideroso di esserne il protagonista! A tal proposito vorrei renderti partecipe di questa riflessione di Antoine de Saint-Exupéry a me molto cara: “Se vuoi costruire una nave/ non richiamare prima di tutto gente/ che procuri la legna,/ che prepari gli attrezzi necessari,/ non distribuire compiti,/ non organizzare lavoro./ Prima risveglia invece negli uomini / la nostalgia del mare lontano e sconfinato./ Appena si sarà svegliata in loro questa sete/ gli uomini si metteranno subito al lavoro/ per costruire la nave”. Ad altiora!

 

(Maria Pia Biroccesi)



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