BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ I falsi miti che hanno oscurato il cervello dei nostri "piccoli" matematici

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Foto: Fotolia  Foto: Fotolia

La matematica si trovò infatti nell’occhio di un ciclone, quello della scuola sperimentale e moderna, una scuola che non doveva “opprimere” i bambini, che doveva “lasciarli liberi di esprimere la loro creatività”, che rinunciava a trasmettere una tradizione, che non doveva stabilire differenze tra gli allievi a seconda del merito e della capacità. Il potenziale distruttivo di queste idee radicali fu efficacemente descritto da Werner Jaeger (Paideia, 1944) quando scrisse che “alla smania di livellamento della novissima sapienza pedagogica doveva essere riservato di metter fuori corso” il motto “citato da millenni da tutti gli educatori” dell’Iliade: “ch’io primeggiassi sempre, che sempre fra gli altri emergessi...” Poiché della matematica nel mondo contemporaneo non si può fare a meno, queste idee hanno portato, negli Stati Uniti e laddove questa visione della scuola ha avuto corso, a un appiattimento verso una matematica “pratica”, “concreta”, una matematica del “come” e non del “perché”, come scrive Ma. Un ritorno alle scuole di aritmetica medievali, come aveva anticipato Cajori, senza però maestri del calibro di quelli che insegnavano a Firenze nel Trecento!

Certo che il modello cinese può aiutarci a riflettere ma non può essere una guida. L’ultimo capitolo del libro di Ma spiega come si raggiunge in Cina quella “comprensione profonda di idee matematiche fondamentali” di cui ha bisogno un maestro per insegnare bene matematica e ci presenta il panorama tipico di uno Stato autoritario e del rapporto che esso ha con i propri funzionari. I maestri seguono rigidamente, sulla base delle istruzioni centralizzate, “i materiali di insegnamento”, così come si potrebbe dire che l’intero paese ha quasi un unico sistema di sussidiari di matematica per i bambini. Le considerazioni dei maestri trasmettono l’immagine di quel rispetto per la tradizione e quel senso di appartenenza alla collettività che ha preservato probabilmente la scuola cinese, almeno per ora, da quello scardinamento radicale che essa ha subito negli Stati Uniti e in molti paesi europei.

La sfida, piuttosto, è quello di formare maestri la cui solida cultura matematica permetta loro di lavorare giorno per giorno con i bambini trasmettendo le basi di una della manifestazioni più potenti dello spirito umano.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.