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MATURITA’ 2011/ Il ripasso di latino e greco? Il segreto è avere un buon amico

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Certo, i testi in lingua richiedono un lavoro specifico: occorre ripercorrere la traduzione parola per parola, soffermandosi sulle osservazioni linguistiche: “Che caso è? Che verbo è? Perché questo modo o questo tempo? Che funzione ha questa subordinata? Che figura retorica è questa? Perché è usata? Che significato ha la tal parola?” e così via.

Ripassare è una nuova occasione per incontrare il mondo degli antichi. Ma per questo occorre ritornare sulle pagine già sfogliate interrogandole: sono le domande infatti che come un bagno di luce fanno emergere i fattori di cui i testi che abbiamo tra le mani sono fatti. Avere un compagno con cui “ripetere” alleggerisce la fatica e rende efficace il lavoro se ognuno incalzerà l’altro non permettendogli di perdere neppure una sfumatura: “Che cos’è? Perché? Come?”. E mentre questi fattori (avvenimenti storici, fenomeni culturali, autori e personaggi, idee, sentimenti, pensieri, fino alla singola parola) si distinguono sempre più nettamente, anche nella sonnolenza di un afoso pomeriggio di giugno o nel turbamento di un temporale estivo, l’animo comincia a vibrare: “Ma davvero?”, “che strano”, “che sciocchezza”, “che bello!”, “non è così!”, “che noia!”, “non ci avevo mai pensato!”. E nel contraccolpo di queste reazioni si desta l’ultima domanda: “ma io cosa ho scoperto leggendo queste pagine?”. Se uno si fermasse a prenderla sul serio e a tentare una risposta, improvvisamente si accorgerebbe che rileggere quelle pagine diventa dialogo, un dialogo che si fissa nella memoria e che si può comunicare ad altri. Anche ad un amico ancora “in alto mare”. Anche alla commissione d’Esame.



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