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SCUOLA/ I precari come Socrate: insegnano gratis. E lo Stato ringrazia

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

A Milano i prof volontari si sono riuniti in una cooperativa e insegnano dall’ora di pranzo alle cinque e mezza del pomeriggio nella Scuola popolare di via Natta, in zona Lampugnano. A Campobasso, una ragazza giovanissima, Chiara Picciano, organizza lezioni di recupero presso il Convento dei Frati Cappuccini a cifre davvero irrisorie.

Contro i tagli non si mettono in moto solo professori, ma gli stessi genitori, dimostrando una volta tanto che la “coppia” educativa funzioni davvero. Padri e madri di famiglia ritinteggiano le pareti delle aule scolastiche dei propri figli la domenica o, come accade alla primaria “Stoppani” di Milano, si mettono all’asta, cioè offrono lavori di sartoria, di pianoforte, di pilates, di ping pong a chi dà un finanziamento alla scuola dei loro figli.

Ma perché avviene tutto ciò? Perché i genitori, invece di fare gli “indignados” come in Spagna, offrono tempo e soldi alla scuola dei loro figli che dovrebbe essere mantenuta dallo Stato? Perché è nel dna degli italiani agire, invece che piangersi addosso (e ai vertici lo sanno e se ne approfittano). E poi come mai un neolaureato decide di insegnare gratis? Si tratta di ragazzi caparbi che hanno scelto l’università e la via dell’insegnamento non come ammortizzatore sociale (come forse i loro genitori hanno fatto un tempo) ma perché credono fortemente nel valore del sapere e perché hanno a cuore la disciplina che hanno studiato e gli studenti a cui si rivolgono. Il fatto che lo facciano volontariamente fa capire come c’è in loro un insopprimibile desiderio di trasmettere ciò che hanno imparato. Dunque, dopo la decisione di Gelmini-Tremonti secondo cui 65mila precari diverranno di ruolo  in tre anni, si aspetta qualcosa in più per i più giovani, preparati e pronti ad entrare nel mondo della scuola con tutta la loro voglia di ri-costruire un’istituzione nuova e più forte.

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COMMENTI
16/06/2011 - "Lo Stato ringrazia"?! Non mi sembra. (Vincenzo Pascuzzi)

"Lo Stato ringrazia"?! Non mi sembra. Lo Stato - meglio il Governo - approfitta. Qualche volta offende anche e svillaneggia!