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SCUOLA/ Ricci (Invalsi): vi dico cosa cambia nella Prova nazionale del 20 giugno

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Il 20 giugno gli studenti di terza media hanno la prova nazionale Invalsi  Il 20 giugno gli studenti di terza media hanno la prova nazionale Invalsi

È certamente bene che si discuta sulle prove, sui loro limiti e, perché no, anche sui loro pericoli, senza però trascurare tutte le potenzialità conoscitive che ci forniscono le prove standardizzate. Su questo aspetto, l’Invalsi e il SNV in particolare sono già al lavoro per il prossimo anno per far sì che le scuole, i docenti, le famiglie e gli studenti ricevano tutte le informazioni necessarie per affrontare al meglio le prove. La sfida e gli sforzi necessari per affrontarla non sono piccoli e semplici, ma sono ineludibili per un istituto nazionale di valutazione in grado di realizzare un’infrastruttura immateriale per il miglioramento del sistema educativo nazionale.

Gli sforzi, per quanto qualificati, non bastano.

Certamente, per poter svolgere al meglio questo importante compito, l’istituto necessita di un’adeguata dotazione di risorse e di persone stabili, in grado di mettere a frutto e a disposizione della collettività la necessaria preparazione professionale.



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COMMENTI
18/06/2011 - L'Invalsi si liberi dal guinzaglio del Miur (Vincenzo Pascuzzi)

Concordo con Roberto Ricci sulla necessità, per l’Invalsi, di avere risorse e personale stabile e in numero adeguato per svolgere in autonomia e con efficacia la valutazione e il monitoraggio della qualità delle scuole e dell’istruzione. Occorre però che l’Istituto risulti in situazione di non-dipendenza rispetto al Miur, si liberi cioè dal guinzaglio che lo tiene vincolato agli ordini del ministro di turno. Così da poter valutare e monitorare anche l’operato e le continue riforme ministeriali. L’Invalsi non deve intervenire nei processi che poi controlla. Non hanno senso - a mio giudizio – le prove introdotte dal 2008 nell’esame di 3ª media, in quanto stravolgono e imbastardiscono lo stesso esame dando solo l’illusione di uniformità a livello nazionale. Queste prove, che riguardano solo 2 materie su 12 (e solo 1/3 delle ore di lezione), turbano e alterano il rapporto fra studenti-esaminandi e docenti-esaminatori e distorcono anche l’immagine dello stesso Invalsi ridotto a controllore fiscale e selettivo per conto Miur. Queste prove appaiono un po’ come un autovelox collegato alle autovetture da monitorare o come un guardialinee che partecipi anche al gioco e intervenga sul pallone! Perciò, che non siano introdotte nella maturità 2012! C’è poi il problema di chi valuta l’Invalsi, le prove che propone e i criteri di correzione e valutazione. L’Invalsi dovrebbe affiancare e sostenere scuole e docenti (solo su loro richiesta) e essere valutato reciprocamente anche da questi.