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Educazione

SANITA'/ Lombardia, no al numero chiuso a medicina

L'assessore alla sanità della regione Lombardia vuole proporre cambiamenti. Basta al numero chiuso nella facoltà di medicina, mancano infernieri, dottori e specialisti

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L'assessore della Regione Lombardia  della Sanità lancia alcune proposte. Bresciani, appartenente alla Lega Nord, ha intenzione di risolvere alcuni nodi che hanno causato la carenza di medici, specialisti e infermieri. Bresciani assicura di avere già discusso le sue idee con il sottosegretario di Stato al Lavoro Salute e Politiche sociali Ferruccio Fazio e intende presentarle poi ufficialmente come proposta di legge della Lega in Regione. Di cosa si tratta esattamente? Una serie di provvedimenti che facciano da risposta a una situazione secondo Bresciani problematica e che genere difficoltà all'istituto sanitario lombardo. In pratica carenza di medici, specialisti e dottori nelle strutture regionali. Per Bresciani, intervenendo sul numero chiuso imposto alla facoltà di medicina, sarà dunque possibile avere maggior personale che andrebbe a occupare i buchi attualmente in organico. Basta con il numero chiuso alla facoltà di medicina, ma anche finanziamenti mirati sia pubblici che privati. La Lombardia, nel progetto dell'assessore leghista, dovrebbe così puntare a diventare un "laboratorio sperimentale" per un nuovo ciclo di cultura scientifica. Il finanziamento, specifica ancora l'assessore, dovrà essere applicata in una logica federalista insieme al finanziamento statale: "Anche un finanziamento privato per medici, specialisti e infermieri al fine di raggiungere i target produttivi della comunità regionale" dice. L'università è oggi troppo centralista, secondo Bresciani, e ciò crea problemi alle regioni. Sempre per colpa di una mentalità centralista a livello regionale si crea una situazione disomogenea.