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SCUOLA/ "Giustizia è fatta": Obama e quei 9 minuti nel tema di Giulia

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Il presidente Usa annuncia l'uccisione di bin Laden (Ansa)  Il presidente Usa annuncia l'uccisione di bin Laden (Ansa)

Senza un coinvolgimento emotivo dell’oratore stesso non sarebbe possibile il successo dell’oratio, come insegna Cicerone. Successo che doveva essere suggellato dalla peroratio, nuovamente elaborata grandemente, tesa ad ottenere il flectere, l’alienazione completa dell’uditorio. In questo caso la peroratio è costruita su una serie martellante di ringraziamenti (dato da give thanks), di ricordi rivolti alle vittime del nemico sconfitto (we have never forgotten your loss) e, secondo ancora la costruzione ad anello, antica strategia narratologica omerica, di riferimenti a quel senso di unità che costituisce l’essenza degli Stati Uniti stessi, manifestatasi l’11 settembre. Il vero fulcro della peroratio sono le ultime parole in cui viene sintetizzato l’intero orgoglio di un paese (greatness of our country) e della sua vocazione (determination of the American people; our commitment to stand up for our values abroad, and our sacrifes to make the world a safer place), ossia essere destinato ad essere una grande nazione, completamente dedito a lottare in tutto il mondo per l’affermazione della libertà (liberty) e della giustizia (justice), essendo one nation, under God, indivisible.

La cornice dell’intervento è chiuso da una formula rituale, ripetuta meccanicamente, benedizione che abbraccia l’immenso paese, lungo le praterie, le coste oceaniche, tra la fatica e il dolore quotidiano: “May God bless you. May God bless the United States of America”. God riempie l’intera ultima riga, pronunciata con estrema forza alla fine di un intervento che intreccia solo la distruzione, il conseguente attacco difensivo portatore solo di altri mali; si conclude con God ossia con l’affermazione, forse incosciente, delineata da tale formula rituale, dell’unica fonte di speranza e di salvezza nel devasto.

Il microfono si spegne, le ultime luci svaniscono e ancora tutto è circondato dal buio. L’orologio scocca l’ora tanto agognata: la mezzanotte risuona, rimbomba nelle stanze semivuote ricche della gloriosa history tanto celebrata; minacciosa lo raggiunge. Ancora una volta tutto è avvolto nel buio solo gli occhi socchiusi, vigilanti, splendono.

 

(Giulia Mariniello)



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