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MATURITA’ 2011/ Tema sui 150 anni? Tre anime per una Carta…

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E se tra le tracce della prima prova dell’esame di stato gli studenti dovessero confrontarsi con i 150 anni dell’Unità d’Italia? Può accadere, magari non direttamente come tema storico, anche se escluderne la possibilità non è ragionevole, ma come argomento inserito tra le tracce per gli articoli di giornale o per i saggi brevi e, perché no, come argomento d’attualità. Sono molti i modi per riproporre oggi la questione dell’unità del popolo italiano. Essendo molte le possibilità che i 150 anni di unità italiana vengano proposti alla riflessione degli studenti, è utile che si abbia una visione sintetica della questione, così da saperla mettere in gioco qualora venga proposta una traccia che chiama in causa questo argomento.
In primo luogo occorre avere un’idea delle origini dell’Italia e, uscendo dalle polemiche che hanno caratterizzato questa celebrazione, saper distinguere tra l’origine culturale, che è da collocare nel Medioevo, e quella storica da collocare invece nel periodo risorgimentale. Avere un’idea delle origini è fondamentale, perché solo collocando la nascita dell’Italia in un’esperienza di popolo si possono evidenziare i tratti, e tra questi la coscienza di essere un popolo caratterizzato da diverse identità in rapporto tra di loro.
In secondo luogo è importante identificare nella storia italiana un punto di passaggio decisivo, quale quello della Costituzione repubblicana. E non solo, come spesso è stato detto, in modo celebrativo per il suo valore politico e giuridico, ma perché la Costituzione è l’esempio di una collaborazione tra le diverse identità del popolo italiano fino ad una costruzione comune. Uno studente non deve dimenticare che la Costituzione è infatti il frutto della collaborazione tra le tre “anime” del popolo italiano: quella cattolica, che ha portato dentro la Costituzione la precedenza sostanziale della persona umana rispetto allo Stato; quella social-comunista, che si era espressa nella storia del movimento operaio e che ha fatto confluire all’interno della Costituzione il valore del lavoro e il riconoscimento della naturale socialità delle persone. Poi quella liberale, che ha portato nella Carta il riconoscimento dei diritti in tutte le sue espressioni, personali, sociali ed economiche.



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