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SCUOLA/ Maturità al via: cari ragazzi, non perdete di vista l’orizzonte

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Maturità (quasi) al via  Maturità (quasi) al via

Nei prossimi giorni non devi dimostrare niente a nessuno. Non ai genitori, né ai professori o agli amici. Devi solo raccogliere ciò che hai seminato, perché tanto o poco lo hai comunque fatto, altrimenti non saresti arrivato dove sei adesso. Il giardino che hai coltivato può essere così colmo e ricco di vegetazione da sembrare un orto botanico con specie provenienti da ogni terra o può possedere solo una semplice aiuola di fiori colorati, ordinata e curata.

Ma resta sempre il tuo giardino, di cui devi prenderti il merito, assieme a chi ha fornito il nutrimento e l’acqua necessaria. Ho due auspici per te. Il primo è di trovare una commissione all’altezza del tuo desiderio, che lo sappia riconoscere e valorizzare, perfino sollecitarlo se si presenta timidamente e fatica a sbucar fuori dal groviglio delle incertezze e delle preoccupazioni. Speriamo davvero non ti capitino adulti cinici e arrabbiati, desiderosi di una rivincita sadica sul tuo sguardo curioso che attende ancora qualcosa di buono per sé.

Il secondo è che nel tempo a venire tu faccia comunque memoria di questo momento e di tutto il tuo percorso nelle superiori. Non sto parlando di emozioni da canzonette che diano un brivido commosso, e fuggente; intendo un atto di giudizio che ricorda e valuta. Resisti alla tentazione di abbassare l’orizzonte, non chiudere la prospettiva anche se dovrai diventare un superspecialista di qualcosa di infinitesimale. Tieni sempre alta la testa, certo non per una troppo  orgogliosa fierezza o per una sprezzante presunzione che non vede più gli altri, ma perché tu possa sempre avere modo di guardare il reale nella sua interezza, trovandone interessante ogni suo aspetto. 

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COMMENTI
20/06/2011 - C'è proprio da augurarselo (Gianni MEREGHETTI)

Sì, c'è proprio da augurarsi che ogni studente si trovi davanti una commissione d'esame che sappia valorizzare la sua umanità, che sappia scandagliare il positivo presente in ciò che ognuno ha imparato, bene o male lo abbia fatto. C'è da augurarselo perchè il panorama che offre la scuola è poco incoraggiante, molti insegnanti sono paralizzati da un paraocchi ideologico che li rende incapaci di vedere la ricchezza umana e culturale dei loro studenti. C'è da augurarselo, ma se anche non accadesse, non fa nulla, perchè uno studente che lo voglia può sfidare questa occasione dell'esame di stato e trarre il meglio per sè. Questo è possibile, sì, anche se tutto cospira contro, anche se il meccanismo degli esami è contraddittorio, anche se le condizioni non sono favorevoli, questa dell'esame di stato è una possibilità irripetibile di vendere cara la pelle, di rendere ragione dell'umano che vibra in ogni studente e da cui si va all'attacco della conoscenza.