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SCUOLA/ Come fare un buon tema alla maturità? I consigli dell’esperto a studenti e prof

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La coerenza è la tenuta del senso comune. Le faccio due esempi che mi sono rimasti impressi: in un tema di una ragazza si parlava dei rapporti tra maschi e femmine, e si diceva più o meno questo: a noi ragazze piacciono le coccole, i maschi invece «cercano di dare il meglio di loro stessi ma non ci riescono». È chiaro che non c’è un rapporto logico tra questi due segmenti della frase, pur così elementare. Diverso sarebbe stato scrivere: «...i maschi, invece, sono ancora dei bambinoni». In un altro tema, un allievo di un istituto tecnico passava in rassegna ad uno ad uno i compagni. Ad un certo punto scriveva: «Salvatore è molto piccolo ma molto simpatico». L’insegnante aveva cancellato il secondo «molto», ma non è evidentemente importante la ripetizione in questo caso: è invece assurdo dire che una persona è piccola di statura ed è o non è simpatica.

Cosa dovrebbero farei docenti?

Direi gerarchizzare gli interventi; certi elementi sono più importanti di altri. Il problema centrale è quello della coerenza, cioè della tenuta logica del discorso anche a livelli elementari.

Dove si dirige invece, preferenzialmente, l’attenzione degli insegnanti?

Un elemento che balza agli occhi è la repressione del registro colloquiale, che dev’essere controllato quando si sta parlando di temi generali, argomentativi, ma non a questi livelli più elementari e spontanei. Si insiste troppo sulla repressione della ripetizione, che non è un deficit così grave. Bisognerebbe dare la priorità, come dicevo, alla tenuta complessiva, per esempio all’inizio e alla conclusione: il tema, comunque configurato, dovrebbe essere un discorso che ha una sua sequenza, così come ce l’ha a livelli più alti un articolo di giornale. Su questo i temi sono in difetto, un po’ perché i ragazzi non fanno una scaletta, un po’ perché sono presi dalla paura della pagina bianca e cominciano subito a scrivere, dimenticando che in un qualunque discorso scritto la struttura è fondamentale.

Non è che spesso alla riconsegna dei compiti, le correzioni di un insegnante passino inosservate?

La correzione del tema è indubbiamente uno dei compiti più difficili per un insegnante. Bisogna costringere il ragazzo a ritornare su quello che ha scritto, a riscriverlo, a rendersi conto del perché qualcosa non funziona. Detto questo, nei temi realmente carenti non è mai solo un aspetto a non funzionare - solo l’ortografia, solo la sintassi, solo la coerenza testuale - ma molti aspetti simultanei, e quindi l’insegnante, nei casi gravi - che sono anche quelli che offrono la necessità di un intervento didattico più accurato - deve decidere a che cosa dare la priorità.

Trascurando temporaneamente il resto?



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