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ESAMI DI STATO 2011/ Maturità, Articolo di giornale (Tema svolto, Tipologia B prima prova): Destra e Sinistra

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Che non lo so. Che non si può dire a priori. Esiste uno spazio della libertà che non attiene alla propria opinione politica, ma riguarda qualcosa di ancora più profondo, ed è il senso della condivisione della comune umanità. Se proprio devo rispondere mi piacerebbe sostenere che i tre desiderosi di dare una mano all’anziano caduto a terra, mettendo in secondo piano i loro interessi immediati, sono tutte persone semplicemente impegnate in politica. Gente che è votata al bene comune. Intendendo con questo sostenere una tesi precisa, ed è questa: destra e sinistra non si dividono, non si devono dividere, sui valori, ma semplicemente sul metodo con cui rendere efficaci questi valori nella vita comune. Guai se non ci fosse stima riguardo a questa intenzione profonda dell’altro. Si scivolerebbe nel razzismo peggiore, quello che si riferisce al dna dell’anima. Tale per cui si stabilisce quale parte sia migliore moralmente perché sei di sinistra o sei di destra. Non può essere così. La bontà, l’amore al prossimo, il desiderio di servizio, la volontà della realizzazione personale, senza farlo a costo degli altri, sono qualità della politica autentica, di sinistra destra o centro.

In questo momento credo che destra e sinistra si dividano su un punto specifico, almeno in Italia e fermandoci al tempo presente. La destra (o meglio, il centrodestra) privilegia il primato della società e della libera iniziativa sull’intervento dello Stato. La sinistra (o meglio il centrosinistra) pensa piuttosto a tenere imbrigliati, con le maglie della politica e la sua direzione, gli spiriti animali della prepotenza dei forti. Alla fine la destra è meno amara sull’uomo; la sinistra ritiene che vada purificato dallo Stato.

Peraltro, storicamente, anche la destra ha avuto questa attitudine statalista manifestatasi nel fascismo (tutto nello Stato, con lo Stato, per lo Stato). E la sinistra, con il movimento socialista di fine ottocento, ha rivendicato il diritto di associazione e di mutualità dal basso. Insomma, è un gran guazzabuglio. Di certo, vale più che mai l’ironico refrain di Giorgio Gaber: “Cos’è la destra? Cos’è la sinistra?”. Importante che si sia uomini sinceramente in cerca della verità e del bene comune.



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