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ESAMI DI STATO 2011/ Maturità, Hobsbawm (Tema svolto, Tipologia C prima prova): "la struttura del Secolo breve"

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Eric Hobsbawm  Eric Hobsbawm

D’altro canto, rischia di essere eccessivo intravvedere l’inizio del crollo del liberalismo nel dopoguerra, cominciato in verità già prima. In Italia, ad esempio, con la “crisi di fine secolo” e gli strali lanciati da Sonnino per un ritorno ad un’interpretazione costituzionale e non parlamentare dello Statuto albertino. Anche in quest’ottica, la periodizzazione tende ad eliminare importanti nessi storici.

Per quanto riguarda il secondo passaggio, iniziato nel 1947, non si può certo negare che esistano buone ragioni per identificare nella ripresa economica il momento di inizio di un processo di decisa trasformazione socio-economica mondiale, tanto da far affermare nel 1957 al premier britannico Macmillan, rivolto agli inglesi, che “non siete mai stati così bene”. Processo questo tutt’altro che lineare sia negli esiti che nelle aspirazioni (basti pensare a come in Italia si sarebbe avviato il ciclo scatenante il boom economico, con il fiorire della piccola e media impresa e di certe grandi imprese pubbliche da una parte e iniziali tentativi di marca statalista dall’altra). Sembra eccessiva dunque la definizione di golden Age, in contrapposizione così forte con le altre due età, soprattutto perché, se si assume il giusto consiglio di aprire l’ottica dall’Europa all’intero globo, di fronte all’affermarsi di un maggiore benessere per molti, si mettono in secondo piano crisi assai notevoli di questi decenni: guerre di Corea e del Vietnam e più in generale la Guerra Fredda, lo spettro dell’atomica e dei missili, la rivoluzione maoista, la repressione sovietica in Ungheria e Cecoslovacchia, la crisi della Quarta Repubblica in Francia, i regimi militari sudamericani e la rivoluzione cubana, ecc.

Per quel che riguarda la scelta del 1973 come data di inizio della terza Età (Landslide) essa si può giustificare nell’ottica di Hobsbawm con la fine di alcuni fattori di stabilità che avevano contribuito alla crescita economica e sociale. Nixon dichiara la sospensione della convertibilità del dollaro; crolla il sistema di Bretton Woods; le crisi petrolifere sembrano porre sotto ricatto le economie dei paesi occidentali.

Inoltre, negli Usa e in Europa si facevano sentire le violente tensioni sociali scoppiate nel decennio precedente con la contestazione giovanile e la rivolta nera negli Stati Uniti. Ma proprio per quanto detto precedentemente, sembra improprio attribuire al ’73 il simbolo di un cambiamento radicale nella società contemporanea. Forse la crisi del mondo sovietico iniziava politicamente solo allora, ma è legittimo avanzare dubbi sul fatto che fino a questo momento i suoi successi fossero anche sostanziali e non solo di facciata: certo, l’Urss tenne egregiamente il campo con gli Usa per quel che riguardava la conquista dello spazio o il mantenimento delle aree di influenza, ma non si può certo dire che i cittadini sovietici (per non parlare di quelli cinesi) godessero dello stesso benessere degli occidentali, schiacciati e irreggimentati com’erano nell’economia collettivista.



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