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ESAMI DI STATO 2011/ Maturità, Saggio breve (Tema svolto, Tipologia B prima prova): Enrico Fermi

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Enrico Fermi  Enrico Fermi

C’è però, come osserva Giuseppe Bruzzaniti, tutto un lavoro di rielaborazione dei dati sperimentali, di riorganizzazione di conoscenze, di affinamento delle teorie che porta a risultati non meno “rivoluzionari”. È un lavoro che nelle mani di uomini curiosi e geniali può condurre all’apertura di nuovi “passaggi a Nord-Ovest”, può dischiudere orizzonti inaspettati e immettere nel mercato delle idee nuovi paradigmi con i quali fenomeni apparentemente distanti tra loro possono essere riletti e unificati.    

C’è poi la questione delle applicazioni dei risultati scientifici, richiamata espressamente da Fermi nella lettera del 1945 a uno dei cinque del celebre gruppo di via Panisperna, Edoardo Amaldi. Nel linguaggio asciutto e senza scrupoli diplomatici del “maestro”, viene richiamato il dramma delle bombe atomiche lanciate sul Giappone, indicandone la fredda motivazione di “troncare” il conflitto mondiale. Ma si parla anche del “notevole interesse scientifico” del lavoro svolto a Los Alamos e c’è il convinto auspicio che la neonata fisica nucleare possa abbandonare gli obiettivi bellici per diventare strumento di ulteriore conoscenza, alimentando lo studio di quei neutroni che Fermi in una celebre conferenza aveva considerato un po’ come “i suoi parenti”. È l’affermazione di una faccia meno popolare della tecnologia, quella che la pone a servizio degli avanzamenti conoscitivi in tanti campi e che oggi raggiunge il suo vertice nelle grandi imprese sperimentali come l’acceleratore LHC del Cern: qui l’informatica ha dato il suo contributo alla fisica facendo nascere Internet e la tecnologia dei magneti superconduttori dà la possibilità ai protoni e agli antiprotoni di scontrarsi ad altissime velocità nei tunnel di Ginevra.

Quello tuttavia che più stimola una riflessione sull’oggi della scienza è il discorso di Fermi del 1947. Non tanto per analogia di situazioni, che sono molto diverse e per certi versi opposte. Allora, come nota lo stesso Fermi, si registrava un’impennata nelle iscrizioni alle facoltà di fisica; oggi invece si assiste a una diminuzione di interesse per gli studi scientifici in generale, anche se si tratta di una tendenza che sta forse subendo una inversione.



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