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ESAMI DI STATO 2011/ Maturità, Saggio breve (Tema svolto, Tipologia B prima prova): Enrico Fermi

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Enrico Fermi  Enrico Fermi

Le analogie comunque si possono trovare e non sono di poco conto. Allora c’era la preoccupazione per i possibili sviluppi di una scienza che poteva sfuggire di mano e che andava a toccare, in modo un po’ troppo disinvolto, la natura nei suoi più delicati meccanismi di base. A questo sentimento, per contrasto, si univa l’entusiasmo per una grande impresa scientifica, come era stato il progetto Manhattan, che prospettava per gli scienziati un ruolo di primo piano nella società; e che proiettava nei decenni successivi, tramite le centrali nucleari, la promessa di energia abbondante, a supporto del boom economico degli anni 60.

Ma l’analogia più interessante è quella che ci porta alle domande di fondo poste da Fermi: dove sta il fascino e l’attrattiva della scienza? Perché vale la pena dedicarsi alla ricerca scientifica? Che cosa può adeguatamente motivarla?

La scienza ci colpisce quando può mostrare il suo aspetto di grandeur: grandi imprese, enormi realizzazioni, smisurate energie prodotte e messe sotto controllo; si pensi alla Stazione spaziale, ai tanti satelliti in giro nel Sistema solare per vari scopi scientifici e servizi tecnologici, al già citato super acceleratore, al progetto di reattore  per la fusione termonucleare… Lanciarsi in grandi imprese è tipico dell’uomo e non si può sbrigativamente liquidare questa attrattiva con una mossa ideologica. D’altra parte non si può nascondere come in tutto ciò si riveli uno spirito prometeico  e spesso un delirio di onnipotenza che induce a sottovalutare rischi e effetti collaterali, con vaste ricadute nel tempo e nello spazio.

Il problema tuttavia è di andare alla radice di queste aspettative e dello stesso lavoro scientifico. Lo dice bene Fermi: ciò che muove e motiva la ricerca è  “l’amore di scoprire nuove verità”; c’è un desiderio più profondo e sconfinato in ogni uomo che lo spinge a incontrare la realtà in tutte le sue dimensioni: la scienza è una di queste  e compito dello scienziato è “spostare in avanti” le frontiere della conoscenza. Questo scopo merita la dedizione di una vita: come ha fatto Fermi che ha continuato a studiare fino all’ultimo, anche dopo aver vinto il premio Nobel e dopo tanto altri risultati e riconoscimenti. Fedele al motto che era solito citare: “Non è mai tardi per andar più oltre, non è mai tardi per tentar l’ignoto”.



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