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ESAMI DI STATO 2011/ Maturità, Traccia ufficiale Tipologia A (Analisi del testo): Giuseppe Ungaretti, Lucca (da L’Allegria)

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Giuseppe Ungaretti nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1888, da genitori emigrati da Lucca ed è morto a Milano nel 1970. Nel 1912 lasciò per sempre l’Egitto. A Parigi approfondì la sua preparazione letteraria e conobbe personalmente importanti artisti e scrittori. Partecipò alla guerra mondiale come soldato semplice. Risalgono a quell’epoca le poesie raccolte ne Il Porto Sepolto, 1916 e poi confluite, insieme ad altre, in Allegria di Naufragi, 1919. La poesia che si propone raggiunse la redazione definitiva nel 1936, attraverso diverse stesure a partire dal 1919.

TIPOLOGIA A - ANALISI DEL TESTO

1.    Comprensione complessiva
Dopo una prima lettura, riassumi il contenuto informativo del testo.
2.    Analisi del testo
2.1    Soffermati sugli aspetti linguistico-lessicali della poesia e, in particolare, sugli aggettivi.
2.2    Spiega l’espressione “La mia infanzia ne fu tutta meravigliata” (2).
2.3    Individua gli elementi che caratterizzano la città (3-5).
2.4    Il poeta evoca una scoperta che lo terrorizza (7). Quali le ragioni del “terrore”?
2.5    Il poeta contrappone agli “amori mortali” (18) “l’amore come una garanzia della specie” (19). Spiega la contrapposizione.
2.6    Esponi le tue osservazioni in un commento personale di sufficiente ampiezza.
3.    Interpretazione complessiva e approfondimenti

Sulla base dell’analisi condotta, proponi una tua interpretazione complessiva della poesia e approfondiscila con opportuni collegamenti ad altri testi di Ungaretti o a testi di altri autori. Alternativamente, puoi fare riferimento alla situazione storico-culturale dell’epoca o a situazioni del nostro tempo, sviluppando i confronti che ti interessano.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
22/06/2011 - scelta geniale (Celato Andrea)

Che splendido inno al nichilismo... Certo, può essere stata una stimolante provocazione per dei giovani educati a coltivare il proprio desiderio ed a riconoscere buona la nostalgia. Ma questa scelta scalfariana è di una tristezza infinita.