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ESAMI DI STATO 2011/ Maturità, Ungaretti "Ecco Lucca" come svolgere la traccia della prima prova, analisi del testo (Tipologia A)

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ESAMI DI STATO 2011, MATURITA': COME SVOLGERE LA TRACCIA DI TIPOLOGIA A (ANALISI DEL TESTO) DI "ECCO LUCCA" DI UNGARETTI – Il professor Rossano Salini spiega i nodi fondamentali della poetica di Ungaretti e le cose principali da sapere per fronteggiare degnamente l’analisi del testo. Secondo rumors e indiscrezioni, che si fanno sempre più numerosi, una delle tracce sarebbe su Ungaretti. Si tratta della traccia di tipologia A, quella relativa all'analisi del testo. In particolare è proposta la poesia "Ecco Lucca". Che dire, quindi, sull’argomento? Il professor Rossano Salini spiega a IlSussidiario.net i punti caratterizzanti della sua poetica, e quello che uno studente deve sapere per poter fronteggiare la prova, senza lasciarsi sopraffare dall’ansia.


CLICCA SU QUESTO LINK PER LEGGERE IL TESTO ESATTO DELLA POESIA DI UNGARETTI "LUCCA"

Ecco il testo della poesia di Ungaretti che secondo le indiscrezioni è stata proposta per l'analisi del testo: 

Ecco Lucca, calda, crudele, serrata, e verde.
Mi sento qui nella carne di ogni persona che in-
contro.
Esamino i connotati come se chi passa portasse via,
nei suoi panni, il mio corpo. E' la mia terra, è il mio
sangue. Ne ho un tormento e un desiderio come chi
si scostasse da un incesto; - ma  non può dominare la
fatalità dei suoi sensi!
Queste giornate, in questi luoghi, mi fanno soffrire,
e mi coprono di voluttà, e mi tengono limitato come
in una bara.
Riprenderò la via del mondo. Andrò dove sono fo-
restiero: Dove non è peccato, sacrilegio, essere curiosi
di sè nelle cose che godi.
Qui finirei col riprendere la zappa, col rimescolarmi
ai contadini, col dimenticare le acredini e i miracoli
delle lettere, col lodare, al sole l'alto grano d'oro,
mentre si falcia, e le coscie delle donne sorprese a
fecondarsi di te in una gran perdizione di sguardi e di
morsi bestiali; e non sai più se è una pesca o labbra
quella forma che hai divorato, se non fosse l'odor for-
te della donna; e poi al sole che ti dà un abbandono,
un abbandono così esteso, che accogli il sonno come
una pace vera di morte.

«La cosa importante da tenere presente per uno studente che commenta un testo di Ungaretti - e tutti gli autori che si collocano all’origine della rivoluzione nella poetica della Letteratura italiana, ovvero la poesia del ‘900 – è sicuramente l’aspetto linguistico; la nuova ricerca del valore della parola, della singola parola», spiega Salini. Secondo il professore, «nel testo da commentare, quindi, va ricercata la densità della parola di Ungaretti. A Ungaretti dobbiamo la definizione più bella del termine “poetica”  del ‘900, ovvero la parola “scavata”.  Scavata – intendeva - nell’abisso della vita del poeta».

 

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