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ESAMI DI STATO 2011/ Maturità, protesta contro la poesia di Ungaretti, "Lucca"

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ESAMI DI STATO PROTESTA POESIA DI UNGARETTI - Scoppiano le polemiche. La poesia di Ungaretti, "Lucca", proposta oggi nella traccia di tipologia A della prima prova della maturità 2011, sarebbe ignota a praticamente ogni studente italiano. Tanto è vero che non comparirebbe neanche in alcuna antologia scolastica adottata dagli istituti superiori d'Italia. Lo dicono gli studenti del sito, molto attivo, Scuolazoo.it che propone addirittura una raccolta di firme per chieder elle dimissioni della commissione del ministero dell'istruzione preposta alla scelta delle tracce della prima prova per l'esame di Stato 2011. Il sito afferma che antologie scolastiche come  “La scrittura e l’Interpretazione” (Romano – Luperini – Cataldi – Marchiani – Marchese) e “Dal testo alla storia dalla storia al testo” (Baldi – Guisso) presentano "Lucca", l poesia che gli studenti oggi dovevano commentare. Il fatto è che, dicono gli studenti, una cosa analoga era già successa nel 2008, quando la poesia da trattare in tema era  “Ripenso il tuo sorriso” tratta dalla raccolta “Ossi di seppia”. Inoltre era sbagliata tutta la formulazione del tema dall'inizio alla fine, dicono: "Non ci sono donne in «Ripenso il tuo sorriso», che è infatti dedicata a un maschio, anzi per la precisione a un ballerino russo".



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COMMENTI
23/06/2011 - Una volta tanto hanno lavorato bene (Sergio Palazzi)

Il fatto che si siano scandalizzati certi personaggi, che apertamente si pongono al servizio di chi intende frodare le leggi pubblicizzando ogni tecnica per copiare, già potrebbe essere un titolo di merito per chi ha scelto questa poesia. Premetto che personalmente - da insegnante di materie scientifiche - non capisco che senso abbia proporre l'analisi testuale come prova per la maturità, con sei ore a disposizione. L'analisi testuale mi sembra un utile esercizio da usare anche (e soprattutto) per testi non letterari, a livelli iniziali o intermedi dell'istruzione. Oppure può essere la tecnica filologica per lo studioso che voglia magari proporre una edizione critica: il che dovrebbe richiedere almeno i tempi, le competenze, le ricerche bibliografiche di una tesi di laurea. Come prova d'esame, mi sembra davvero un ircocervo. L'unico modo per dargli un senso potrebbe proprio essere la discussione di un brano che, con tutta probabilità, gli studenti NON HANNO MAI letto prima in quelle antologie dove il testo affoga nella sovrastruttura di commenti, note e orpelli, e con l'ulteriore condizionamento del docente. Permettendo al candidato di mostrare quel che vale il suo giovane e fresco cervello quando è libero di correre senza le pastoie "scolastiche". Meglio ancora se il testo è bello, profondo ma non inaccessibile: come questa poesia. Per cui, e per il poco che vale, il mio plauso a chi ha scelto questa prova (delle altre tracce, non potendo dirne bene, meglio tacere...)