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ESAMI DI STATO 2011/ Maturità, tema svolto Tipologia A (Analisi del testo): Giuseppe Ungaretti, Lucca (da L’Allegria)

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Ungaretti da giovane  Ungaretti da giovane

2 Analisi del testo

2.1) Il testo è una poesia in prosa, caratterizzato da brevi frasi che si susseguono senza sosta. Frequentissima la ripetizione di aggettivi possessivi che svelano il forte legame che il poeta avverte con le tematiche trattate. Ciò che racconta è la sua reale esperienza e non il frutto di qualche vaga immaginazione. Inoltre se nella prima parte del testo compaiono parole rustiche e semplici come “zappa”, “rosario”, “madre”, “città” e “osteria”; la seconda parte è caratterizzata da uno slancio poetico concentrato sull’interiorità del poeta. La parte finale della poesia è il giudizio sull’esperienza vissuta e quindi compaiono termini(“nostalgie e desideri”, “appetito maligno”, “amori mortali”) e tematiche (amore, destino, morte) più concettuali e profonde.

 

2.2) Il secondo verso “la mia infanzia ne fu tutta meravigliata” evidenzia una delle maggiori preoccupazioni di Ungaretti: la ricerca delle proprie origini. Il poeta si percepisce senza patria, come un viandante che aspira al ritorno a casa.

Per motivi economici la famiglia del poeta si trasferì da Lucca ad Alessandria d’Egitto, dove Ungaretti nasce e trascorre la sua prima infanzia. Il poeta vive in una città nella quale fatica a riconoscersi e identificarsi. I racconti della madre destano così meraviglia e nostalgia nel piccolo Ungaretti, che desidera così fare ritorno ai luoghi che hanno visto nascere i suoi genitori. Le esposizioni materne diventano l’epifania di una possibilità di significato che Ungaretti attendeva con ansia.

 

2.3) La città è spesso caratterizzata da aggettivi di accezione negativa (“Timorato e fanatico”) o termini che richiamano alla semplicità della vita campestre (“Zappa”, “prole”).

 

2.4, 2.5) Trascorsa la prima guerra mondiale, Ungaretti giunge alla città dei suoi avi. L’arrivo a Lucca coincide con una fase molto significativa della sua giovane vita poiché la tragedia e il dolore della Grande Guerra hanno provocato in lui un profondo turbamento. Il poeta è cosciente di non poter ritornare alla vita passata e decide di recarsi a Lucca, con la speranza di un cambiamento e di una maturazione. La realtà con la quale entra in contatto desta in lui sentimenti di sconforto e rassegnazione poiché anche scoprendo le sue origini tanto desiderate (“il sangue dei miei morti”) non riesce a trovare gioia e sollievo. Qui incontra la vita contadina (“ho preso anch’io una zappa”), una vita rustica e campestre, in contrasto  con il suo passato di desideri e nostalgie, di sogni giovanili e attese. “Conosco ormai il mio destino, e la mia origine”: il futuro dell’autore si trova così costretto ad allontanarsi dalla natura poetica che fino a quel momento ha caratterizzato la sua ricerca. La drammatica verità nella quale si imbatte, costringe il poeta alla resa di fronte a un futuro opaco, che porta in sé solo la certezza della morte, con il conseguente abbandono di ogni vocazione poetica. La realtà mostra al poeta una esistenza come mera routine, priva di interesse e stimoli. In questo vorticoso cambiamento viene trascinata anche l’esperienza amorosa, che, se nella gioventù era fonte di lode e di piacere della vita, si vede ora ridotto in un processo ciclico e meccanico di conservazione della specie.



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