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SCUOLA/ La prova Invalsi di matematica? Il senso ha "vinto" sulle procedure

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Le prove Invalsi fanno sempre discutere  Le prove Invalsi fanno sempre discutere

La prova Invalsi dell’esame di stato conclusivo del primo ciclo non è stata immune da polemiche, quest’anno in particolare a causa dei problemi relativi alla maschera di correzione, che hanno determinato un rilevante aggravio al lavoro di correzione delle commissioni; anche i voti attribuiti, mediamente più alti rispetto agli scorsi anni, hanno suscitato più di qualche perplessità tra gli insegnanti, a fronte di una prova di livello paragonabile a quelle passate o appena più facile: più di uno ha osservato che si poteva conquistare il voto più alto anche con errori significativi, come si può ricavare dalla griglia di correzione. Considerazioni queste che propongono ulteriori riflessioni a chi formula la prova in vista delle rilevazioni future, alla ricerca di un maggiore equilibrio: negli scorsi anni infatti la prova Invalsi ha prodotto voti in genere inferiori a quelli delle altre prove.

Lasciando da parte le polemiche, che interessano comunque aspetti per nulla secondari, veniamo alle novità di quest’anno: sicuramente positivo è stato l’aumento del tempo a disposizione, che ha dato modo ai ragazzi che hanno sfruttato tutto il tempo di lavorare in maniera più distesa, e anche l’anticipo della parte di matematica, abitualmente più ostica per gli alunni, che ha presentato un numero maggiore di domande a risposta aperta.

Entrando nel merito dei quesiti di matematica il primo dato che emerge è la continuità con le prove degli anni scorsi, con la proposta per la maggior parte di analisi di situazioni reali o comunque sufficientemente verosimili. Gli item sono ben distribuiti sui quattro temi indicati nel quadro di riferimento, Numeri, Spazio e figure, Relazioni e funzioni, Dati e previsioni; in particolare per quanto attiene al primo di essi è da rilevare che i quesiti sono orientati a valutare maggiormente il “senso” acquisito del numero piuttosto che l’abilità nell’uso delle procedure.



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