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ESAMI DI STATO 2011/ Maturità, liceo socio-psico-pedagogico: traccia di pedagogia, la soluzione alla traccia ufficiale

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

La “Casa dei bambini” si configura perciò quale ambiente di vita all’interno del quale i bambini sono impegnati nel mantenimento dell’ordine, della bellezza, della pulizia e si muovono spontaneamente verso nuove opportunità di lavoro, di esperienza, di osservazione, realizzando un apprendimento che ha luogo sempre e ovunque. I materiali messi a disposizione hanno lo scopo di educare i sensi, sono scelti liberamente dal bambino sulla base del suo interesse e sono strutturati in maniera tale che l’errore si evidenzi di per sé. Essi sono inoltre funzionali alla ripetizione dell’esercizio, la quale soltanto può consentire al bambino di raggiungere la perfezione nell’esecuzione. 
Il materiale montessoriano ha poi una sorta di valenza metacognitiva in quanto consente al bambino di prendere coscienza delle modalità attraverso cui opera, pensa, classifica, formula ipotesi, adotta soluzioni, risolve problemi, modifica rappresentazioni mentali.

All’interno di un ambiente di apprendimento così strutturato, il maestro assolve ad una funzione di direzione, in quanto suo compito non è trasmettere la propria verità al bambino, bensì dirigere le sue attività in maniera tale da promuovere lo sviluppo delle potenzialità infantili e rimuovere le cause che possono impedire o ritardare il dispiegarsi della crescita. Egli pertanto organizza l’ambiente,  mostra il corretto uso dei materiali, osserva i comportamenti individuali, si pone quale guida ravvicinata nei momenti di difficoltà. Appaiono qui evidenti le analogie con la nozione di scaffolding elaborata da J. Bruner e con l’azione esercitata dall’adulto all’interno della zona di sviluppo prossimale come delineata da L. S. Vygotskij. Il maestro non giudica i risultati conseguiti dal bambino, non corregge, non punisce, non obbliga alla memorizzazione, ma sollecita l’entusiasmo e la passione, propone attività, sostiene e incoraggia, attende che ciascun bambino apprenda dall’esperienza secondo i propri ritmi, senza sostituirsi ad esso. Il maestro è misurato nelle parole e nei movimenti, e costruisce con i suoi allievi un rapporto basato sull’autorevolezza, sulla fiducia, sull’ascolto reciproco, sulla valorizzazione delle risorse di  ciascuno.



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