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ESAMI DI STATO 2011/ Maturità, lunedì il quizzone, la terza prova

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ESAMI DI STATO 2011 LA TERZA PROVA - Maturità: dopo le prime due prove, quella di italiano relativa a ogni ordine di istituto, e la seconda, quella diversa per ogni ordine di studio, arriva la terza prova. Lunedì 27 giugno infatti è la volta del quizzone, al quale il circa mezzo milione di studenti impegnati in questi esami di Stato arriverà dopo un "tranquillo weekend di paura". E' anche vero che, per quel che riguarda gli scritti, il peggio, cioè l prove più impegnative, è passato. La terza prova infatti si caratterizza per una sorta di super test scelto dai professori interni della scuola che il candidato ha frequentato in questi cinque anni. Professori cioè che conoscono bene il percorso fatto e le caratteristiche dei propri ragazzi. Non ci dovrebbero quindi essere imprevisti tipo la poesia di Ungaretti scelta per il tema di italiano che molti studenti hanno contestato perché, dicono, non conosciuta e neppure presente nelle antologie scolastiche. Il quizzone avrà però tipologie diverse, a seconda di come gli insegnati vogliano interpretarlo. Potrà infatti contenere quesiti a risposta singola o multipla, soluzione di problemi e casi pratici o professionali, sviluppo di progetti.




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COMMENTI
24/06/2011 - no, il quizzone no! (Sergio Palazzi)

Non so chi sia stato a introdurre il termine "quizzone" per indicare la terza prova. Era già stato usato da qualche giornalista e/o sindacalista per denominare le proposte, poi fallite, di introdurre esami selettivi per gli avanzamenti di carriera; poi si è travasato agli esami di stato. La terza prova non è un quizzone e nemmeno un quizzino. Se ci sono commissioni che la interpretano in modo corretto, secondo la normativa, può essere una cosa molto bella e molto seria (ho incontrato molti colleghi che apertamente dichiarano di non conoscere la normativa e semplicemente dicono che a loro "piace la tipologia A o quella B" senza sapere nè cosa siano queste nè quali siano le alternative, cfr un articolo di Claudio Cereda dello scorso anno). Se no è una presa in giro, in primis degli studenti: non una "prova interdisciplinare" ma una "interrogazione scritta pluridisciplinare". Che andrebbe tassativamente corretta in modo collegiale, mentre la tendenza è quella di stampare tanti fogli quante sono le materie e ognuno fa la sua parte da solo... se non c'è in giro un presidente pignolo, intendo. Ma non chiamiamolo più quizzone! Ieri alla radio uno studente, intervistato, ha detto "se trovo un giornalista che lo chiama quizzone gli passo sopra con la macchina": il che può essere un po' violento, ma quando ce vo' ce vo'... benedetti ragazzi, sono esuberanti.