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MATURITA’/ 1. Ecco l’errore del Ministero che vale un "esilio" a Lucca...

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Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)  Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)

Inoltre, assegnare solo poesie presenti nelle antologie scolastiche. Proporre auditel editoriale, stilare statistiche: percentuale di presenza sui seguenti manuali (decidere, prima, quali ammettere e quali escludere. Beninteso, se qualcuno riportasse Lucca di Ungaretti Giuseppe, eliminarlo perentoriamente, con ammonizione e successiva rieducazione estetica degli autori).

Infine, evitare poesie che possano mettere in difficoltà i giornalisti nel loro lavoro (ma questo Ungaretti Giuseppe che bisogno aveva di pubblicare la sua Lucca e poi includere anche un Ecco Lucca - lettera, poi Poesia ritrovata - per mandare in confusione i mass media che poi mettono sui siti quella sbagliata e fanno fare una brutta figura all’autore, indeciso e pasticcione? Che si decida, il poeta, e se proprio insiste a voler dire di Lucca, ne scriva una, perdio!)

Proporre quindi solo poesie già antologizzate, criticate, spiegate. Gli studenti scrivano sulla base di semilavorati predigeriti. Pensare, mai! Non hanno gli strumenti linguistici, filologici; mancano di esperienza della vita ecc. ecc.

Solo temi già svolti, per una scuola rigorosa e di qualità, di qualità, di qualità.

Ricordarsi di includere il chiarissimo Rienzo de Rege tra gli esperti ministeriali in qualità di Sommo sacerdote. A quale titolo di merito? Ha spiegato a Ungaretti la di lui poesia. “Per quale motivo sia stato scelto uno dei testi più brutti e pasticciati di Ungaretti, elaborato dal 1919 al 1936, è davvero difficile da comprendere. Certo è che a proposito di Lucca il poeta, in una sua confessione, ha parlato di humour, nel far riferimento al suo scombinato adattamento al concetto borghese di esistenza”.

Il povero Giuseppe, dimostrando poca perspicacia, aveva scritto: “A proposito di questa poesia, dell’humour che forse talvolta, si dice, vi ho messo, non esprimevo una rinuncia alla libertà della vita, un adattamento al concetto borghese della vita. In Lucca rilevavo che l’uomo è misteriosamente chiamato a sopravviversi nell’ordine spirituale mediante la parola, nell’ordine naturale mediante la progenie. È verità di Monsieur de la Palisse, lo so; ma la prendevo drammaticamente, e accettare la tradizione è stato, è ancora per me, l’avventura più drammatica, è quell’avventura dalla quale sino ad oggi si svolge, in mezzo a difficoltà innumerevoli d’espressione, la mia poesia”.

Ma come si fa...



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