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MATURITA’ 2011/ Al colloquio servono prof capaci di imparare qualcosa di nuovo

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Ultimi ritocchi alla preparazione, in vista del colloquio (Ansa)  Ultimi ritocchi alla preparazione, in vista del colloquio (Ansa)

Presentare la “tesina” non può essere far scorrere meccanicamente degli argomenti come su una catena di montaggio, ma comunicare come la propria umanità sia stata coinvolta in un processo di conoscenza. Ed è da questo, preparando bene la tesina, che si va all’attacco del colloquio.

Il secondo aspetto da tener presente riguarda la preparazione dei programmi di tutte le discipline su cui gli insegnanti possono rivolgere delle domande, una volta terminata la presentazione della tesina. Prepararsi sul programma di un anno è un’impresa, e non può riuscire se lo si fa analiticamente, solo un approccio sintetico può essere utile ed efficace. Ed è l’unico modo ragionevole con cui riguardare il percorso di ogni disciplina, andare a fissare gli snodi fondamentali di ogni argomento, cogliere i fattori decisivi di ogni contenuto. In questo senso è un momento importante del lavoro di preparazione che ogni studente ha fatto, è un’occasione irripetibile di impegnarsi in un lavoro sintetico, di maturare un approccio critico. 

Il terzo aspetto riguarda gli scritti. Ogni studente sa che a conclusione del colloquio vi è la correzione degli scritti, per cui è ragionevole che vada a vedere gli errori che ha fatto per poterli correggere.

In questi giorni, gli ultimi di studio prima del colloquio gli studenti sono impegnati a raccogliere sinteticamente il lavoro fatto - assurdo pensare di farne di nuovo! - così da presentarsi davanti alla commissione d’esame con un bagaglio consolidato di conoscenze e di giudizi, ben sapendo che la questione seria del colloquio è parlare di sè!   

Il colloquio rappresenta un momento decisivo, in cui ogni studente può prendere in mano l’esame, e c’è da augurarsi che gli insegnanti facciano un passo indietro e glielo lascino fare. Il colloquio infatti è una grossa possibilità per ogni studente di comunicare l’impronta personale che ha dato all’avventura della conoscenza. L’augurio da fare ad ogni studente è che al colloquio d’esame si trovi davanti insegnanti che vogliono imparare qualcosa di nuovo. Solo insegnanti curiosi possono rendere l’esame quello che deve essere, uno spazio di incontro, e non di depressione dell’umano.



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COMMENTI
30/06/2011 - Quizzoni e quizzotti (Sergio Palazzi)

Cosa penso della terza prova l'ho già scritto per metà in un commento qualche giorno fa. Sarebbe una cosa bellissima, nella pratica è spesso una via di mezzo tra un terno al lotto ed una fetecchia. Lo è perchè troppi fra i docenti non vogliono/possono/riescono a fare una cosa così impegnativa come un confronto interdisciplinare su materie di cui, per primi, nemmeno intuiscono contenuti, forme e strutture interne. La pessima tra le "tipologie" è la C di "Crocette". Non ho niente contro il criterio dei test e anzi credo possano servire a sviuppare la capacità "trasversali". Ma un test a risposte multiple richiede tante tante domande, e tanto tempo per essere preparato, mentre le commissioni devono concepirlo (se rispettano la regola) in ore se non minuti. In diverse prove Invalsi, belle domande a crocette ne ho viste e attestano un confronto tra buone teste. Viceversa nei Libri di Testo Moderni o nei quizzari stile scuola guida o concorso da usciere, il più delle volte sembrano le domande più povere di Gerry Scotti, quelle fatte per ridere. Fatte in un posto che si dice "scuola", fatte da incompetenti che tirano a far presto, fanno piangere e imbufalire. Forse, delegando alla commissione la seconda prova e la terza all'Invalsi (se continuerà a lavorare con attenzione e non verrà devitalizzato), quel rito antistorico dell'esame di stato potrebbe migliorare. Non sarebbe male se i molti competenti che qui ne parlano sapessero realizzare una sintesi oltre gli opposti preconcetti.

 
29/06/2011 - Ha ragione il prof. Israel (Franco Labella)

L'incipit di un articolo ha, secondo me la sua importanza perchè ha, come dire, un valore dichiarativo delle intenzioni dell'articolista. E su quello mi fermo. "Oggi è il giorno della terza prova dell’esame di stato. Con molte probabilità sarà una delle ultime secondo questa tipologia, perché verrà presto sostituita dalla Prova Invalsi. Molte sono le ragioni per toglierla di mezzo, e la prima e principale è che non c’entra nulla con un esame che dovrebbe verificare le capacità critiche degli studenti. Tuttavia, la prova ha resistito e ogni anno si ripresenta con il peso delle sue contraddizioni". Magari Mereghetti ha più informazioni di me o forse interpreto male il suo auspicio demolitore ma qualche giorno fa il giovane Ministro ha parlato di una prova Invalsi basata su test a scelta multipla, l'attuale tipologia C. Insomma siccome sarà targata Invalsi funzionerà meglio e non andrà abolita come il famigerato "quizzone"? Ha proprio ragione Israel: si sta sviluppando, dopo quella "anti", l'ideologia dei test Invalsi che devono essere salvifici per definizione. O per dogma.