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SCUOLA/ Israel: non facciamo dei test Invalsi un’altra ideologia

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Continua la partita sull'Invalsi (Imagoeconomica)  Continua la partita sull'Invalsi (Imagoeconomica)

Difatti, considero - e ritengo che tanti la pensino allo stesso modo - che l’introduzione del “teaching to the test” nella scuola sia un autentico scandalo, un fatto di estrema gravità. E il punto è questo - se ne rendano bene conto all’Invalsi -: il fatto che le prove Invalsi facciano media nella valutazione dell’esame di terza media rende inevitabile l’addestramento a superarli. Pertanto, è bene che ci si renda conto che delle due l’una: o si replica alle critiche entrando nel merito e assumendosi la responsabilità delle scelte, oppure, se non si vuole entrare nel merito, è bene lasciare il compito di rispondere ai responsabili di quelle scelte, comportandosi secondo il motto dei carabinieri, “usi a obbedir tacendo”.

È proprio entrando nel merito delle prove che ci si rende conto di quanto sia vano il tentativo di far credere che ci si trovi di fronte a qualcosa che supera l’approccio in termini di quiz, di enigmistica, e che è intimamente correlato con l’apparato concettuale studiato a scuola. Esaminiamo, al riguardo, le prove di matematica per le medie inferiori. Con una premessa importante. Come evitare di cadere nei due soliti errori? Da un lato, di considerare la matematica come una scienza “procedurale” - come pretendono invece certi psicologi a caccia di discalculie - un insieme di tecniche di calcolo, di algoritmi; dall’altro, come un insieme di definizioni e teoremi da apprendere in modo astratto? Li si evita ricordando che la matematica è soprattutto come una “cassetta di concetti e metodi”: essi non sono pensabili se non in relazione a problemi da risolvere, che, man mano che si pongono, stimolano ad arricchire e perfezionare la “cassetta di strumenti” medesima. Per cui il modo corretto di insegnare, apprendere, e anche di “fare” matematica, è di stabilire un continuo via vai tra problemi e teoria che porti a un arricchimento della seconda e quindi a un potenziamento della cassetta di strumenti in modo da renderla adeguata a risolvere nuovi e più complessi problemi. Una mera pratica di “problem solving” che non si basi su un apparato teorico e che non miri ad arricchirlo continuamente - al fine di rendere più efficace proprio la soluzione dei problemi! - non ha niente a che fare con l’apprendimento della matematica.



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COMMENTI
27/06/2011 - Il punto di vista caratterizza l'informazione (enrico maranzana)

Il controllo si sostanzia del confronto obiettivi..risultati. L’Invalsi è un organismo consultivo del Miur la cui azione riguarda la rilevazione del conseguimento dei traguardi formativi/educativi: la relativa nebulosità rende estremamente complicata e ambigua la sua azione. La scuola non è vista come sistema e la progettazione è prassi dimenticata! Per quanto riguarda la matematica, “cassetta di concetti e metodi”, si può osservare come le commissioni ministeriali che hanno stilato le indicazioni nazionali abbiano dimenticato il metodo assiomatico. La legge 53/2003 stabilisce che le conoscenze sono strumentali alla promozione di capacità e di competenze e, al contempo, hanno assunto acriticamente la definizione di competenza, mutuandola da una raccomandazione del parlamento europeo, incuranti dell’errore di traduzione che ne modifica il significato.