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SCUOLA/ Israel: non facciamo dei test Invalsi un’altra ideologia

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Continua la partita sull'Invalsi (Imagoeconomica)  Continua la partita sull'Invalsi (Imagoeconomica)

Questo schematismo interpretativo lo ritroviamo tal quale nelle domande relative al brano di Rigoni Stern per i Licei, e corrisponde a una visione misera e riduttiva dell’interpretazione di un testo letterario, il quale non è un teorema di matematica (quantomeno di matematica assiomatica moderna... ché quella antica è anch’essa abbastanza ambigua). Non si potrà insistere abbastanza su quanto sia profondamente diseducativa una visione del testo letterario come suscettibile di interpretazione univoca. Così si distrugge a priori nelle menti di chi non ne abbia la pratica, l’idea che l’analisi interpretativa dei testi ha lo scopo di scavarne gli innumerevoli strati di senso. Nella migliore delle ipotesi si rischia di mettere in rotta di collisione questo procedere stereotipato e ottuso con la pratica di un buon insegnante.

Tutto ciò è molto pericoloso perché non siamo soltanto di fronte a una pratica di valutazione mediante test che fa storia a sé, bensì di test che entrano a far parte della valutazione complessiva della prova di esame. Proprio per questo, e per le ragioni illustrate all’inizio, non è responsabile liquidare in modo sbrigativo e con sufficienza, o ripetendo la filastrocca dello “standardizzato” e dell’“oggettivo” i problemi seri che stiamo sollevando.



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COMMENTI
27/06/2011 - Il punto di vista caratterizza l'informazione (enrico maranzana)

Il controllo si sostanzia del confronto obiettivi..risultati. L’Invalsi è un organismo consultivo del Miur la cui azione riguarda la rilevazione del conseguimento dei traguardi formativi/educativi: la relativa nebulosità rende estremamente complicata e ambigua la sua azione. La scuola non è vista come sistema e la progettazione è prassi dimenticata! Per quanto riguarda la matematica, “cassetta di concetti e metodi”, si può osservare come le commissioni ministeriali che hanno stilato le indicazioni nazionali abbiano dimenticato il metodo assiomatico. La legge 53/2003 stabilisce che le conoscenze sono strumentali alla promozione di capacità e di competenze e, al contempo, hanno assunto acriticamente la definizione di competenza, mutuandola da una raccomandazione del parlamento europeo, incuranti dell’errore di traduzione che ne modifica il significato.