BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Un prof: ho capito dai miei allievi cos'è la scuola...

Pubblicazione:

Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Ecco l’altra grande scoperta: posso stare davanti ai miei limiti soltanto se c’è uno che mi aiuta a guardarli, uno che vede di più, uno che vede avanti. L’adulto si trova lì per aiutarmi a guardarli, non per censurarli; per questo è uno che mi lascia libero, come dice Cristian: “Il tutor aziendale mi ha sempre fatto sentire a casa, mi ha fatto sentire libero di imparare e di sbagliare! Ha avuto molta pazienza visto che inizialmente ero come un bambino che gattonava, non sapendo camminare”. È un adulto che ti fa vedere la realtà, che ti introduce nella realtà, fino agli aspetti più faticosi, quelli a cui bisogna semplicemente abituarsi: “Durante il primo mese di stage non ero soddisfatta del mio lavoro. Quando ho iniziato ad abituarmi agli orari e ai tempi del ristorante, ho iniziato a sentirmi soddisfatta del mio lavoro” dice Giulia.

L’adulto da un lato ti fa capire il valore della fatica che devi compiere, ma dall’altro ti dà la possibilità di appassionarti ad un pezzo di realtà, come ci testimonia Carlos: “La mia materia preferita è Cittadinanza, una materia molto importante perché ti tiene sempre informato su cose interessanti”. Anche Michael si è interessato ad una materia: “La mia materia preferita è inglese, avendo una bellissima ragazza come insegnante, si fa lezione meglio e volentieri”. È una passione che ha a che fare con la scoperta del bello, magari attraverso il volto di una bella professoressa, ma ha a che fare anche con una gratificazione, come dice Stefano: “Per ora il piatto che mi è venuto meglio è la crostata. Più che un piatto è un dolce e dico che mi è venuto molto bene perché il prof me lo aveva detto, aveva detto anche che era meglio di quella che aveva fatto lui!”.

Dopo aver scoperto una passione, un professore, un tutor, Alessandro, un allievo di seconda, può dire: “Per me lo stage è come una partita di pallone, è bella ma si fatica” e Niccolò può parlare della scuola in termini quasi poetici: “per definire la scuola userei la metafora della nebbia perché la nebbia dopo un po’ si dissolve. Quando sono arrivato qua non sapevo niente, ma adesso sto incominciando a capire questo mestiere, proprio come la nebbia che si dissolve”.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >