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SCUOLA/ Gli studenti oggi? Tre minuti di dettagli, ma non sanno dov’è il tutto

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Abbasso lo schematismo?  Abbasso lo schematismo?

Forse essi si sono, o sono stati (penso più a un concorso di colpa che a una responsabilità unilaterale: certo, con un’imputazione maggiore per gli adulti) ridotti a “ragionieri” della letteratura (come della storia, della matematica, della pedagogia, e di molto altro ancora) perché hanno fatto scarsamente esperienza di un rapporto pieno con le cose, gli avvenimenti e le persone - cioè non hanno sperimentato che in piccolissima parte l’intensità e la tensione del conoscere come impatto vivo con la realtà: concreta, mobile, ricca di forme, di nessi e di significati in ogni suo ambito e dimensione.

Di fronte a tale “battuta in ritirata”,  più o meno cosciente, dell’intelligenza dentro (e fuori) la scuola e l’università, forse è urgente rimettersi con decisione “per l’alto mare aperto” della conoscenza, e darsi da fare per risvegliare e tener desto in tutti, sia in noi che negli studenti, “l’ardor […] a divenir del mondo esperto”, per esprimerci con Dante. Sul piano più propriamente intellettuale e filosofico forse potrebbe anche esserci d’aiuto una metodica “critica della ragion breve”, lungo la strada tracciata del verso di Eliot - “Dov’è la saggezza che abbiamo perso in conoscenza? Dov'è la conoscenza che abbiamo perso in informazione?” - e dall’invito di Benedetto XVI a Ratisbona ad allargare il concetto dominante di ragione e l’uso che se ne fa un po’ in tutti i campi.



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COMMENTI
21/07/2011 - Schematismo, forma di dogmatismo (Antonio Servadio)

E' il frutto maturo dello schematismo pedagogico, quello per cui gli "specialisti" impostano la pedagogia, i programmi scolastici, in un modo o nell'altro a seconda dell'epoca, come se esistesse un'unica via verso l'apprendimento. Gli studenti fin troppo schematici di oggi, saranno fra qualche anno medici, avvocati, militari, ingegneri, architetti, chimici, fisici, politici, insegnanti ecc, troppo schematici. Il dettaglio e la specializzazione (le "tattiche"), qualora scorporati dalla visione complessiva, privi del loro collocamento "strategico", non portano molto lontano.

 
29/06/2011 - L'esempio: architrave dell'educazione (enrico maranzana)

Uno dei tratti che caratterizza la cultura contemporanea è la visione sistemica che la scuola, come affermato in premessa, non è in grado di trasmettere. Il problema è profondo e nasce dal fatto che l’istituzione non possiede tale concezione. “Si riscontra di solito negli studenti, non appena li si invita a enunciare o a esporre un argomento (e sempre che non si perdano subito in discorsi generici), una marcata focalizzazione sul particolare”: proprio come è avvenuto per le indicazioni nazionali strutturate su conoscenze e abilità. In tal modo i nuclei fondanti la formazione, l’educazione e l’istruzione, che la legge fa corrispondere alle capacità dei giovani, sono offuscati e, in buona parte, ostacolati. Anche la “tendenza a fissare in uno schema o in una definizione la conoscenza di un determinato argomento” riporta al comportamento dei gruppi ministeriali che hanno assunto la "definizione di competenza" formulata dal parlamento europeo senza curarsi del fatto che il suo significato è stato travisato da una traduzione incauta.