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SVEZIA/ Asilo per bambini senza sesso

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SVEZIA ASILO SENZA SESSO - Si chiama Egalia (uguaglianza), l'asilo svedese dove i bambini non possono essere né maschi né femmine. Nell'asilo è vietato a maestri e inservienti di rivolgersi ai piccoli usando il pronome lui o lei. Ovviamente divieto assoluto per grembiuli rosa o azzurri mentre i giochi sono di tutti i tipi: bambole, trenini, piccole cucine. Chi ha visitato l'asilo fa anche notare che le bambole sono tutte rigorosamente di colore, cioè nere. Ma soprattutto fa scalpore che i bambini vengano chiamati e definiti con il pronome neutro svedese "hen" (che è inesistente nel vocabolario svedese ma è stato inventato dalle femministe e dai circoli omosessuali) in modo che i piccoli crescano senza quelli che gli educatori definiscono pregiudizi sessuali: non devono cioè sapere se sono maschi o femmine, ma semplicemente bambini neutri. Nonostante la particolarità, la lista d'attesa per far entrare i propri figli a Egalia è lunghissima. L'asilo in realtà è molto piccolo, dispone di soli 33 posti. Si trova nel distretto di Sodermalm, una piccola isola molto popolata a sud di Stoccolma. Da quando è stato aperto, circa un anno fa, un solo bambino è stato ritirato. E' un progetto pedagogico ben preciso quello che viene offerto: lotta alla discriminazione sessuale. Ecco uno die punti forti del programma: «La società si aspetta che le bambine siano femminili, dolci e carine e che i bambini siano rudi, forti e impavidi. Egalia dà invece a tutti la meravigliosa opportunità di essere quel che vogliono».





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COMMENTI
30/06/2011 - Vergogna! Almeno copiate dai quelli bravi! (Fiammetta Scalfati)

Questo articolo è evidentemente copiato da questo articolo del Corriere della sera:http://www.corriere.it/esteri/11_giugno_29/svezia-asilo-genere-neutro-eva-perasso_99c37d42-a23b-11e0-b1df-fb414f9ca784.shtml che è a sua volta copiato da questo articolo in inglese: http://www.wral.com/lifestyles/family/story/9781315/ La giornalista del Corriere ha letto sul sito in inglese che nella scuola c'erano anche della bambole nere e si è inventata che dovessero essere tutte "rigorosamente nere". E la notizia è stata riportata meccanicamente dalla vostra redazione, che non si è chiesta come mai una scuola così liberale imponesse le bambole di un solo tipo etnico. Comicissima comunque la specificazione "di colore, cioè nere". Avete aggiunto un tocco di umorismo involontario che al pur pessimo articolo del Corriere mancava. Per sicurezza ho appena chiamato la direttrice della scuola di cui parlate e mi ha confermato che le bambole sono sia bianche che nere. Se volete saperne di più leggete qui: http://www.cronachesvedesi.com/2011/06/lettera-al-corriere-della-sera.html