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MATURITA’ 2011/ Preparare bene scienze naturali? La memoria non basta

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La nebulosa del Cavallo (foto d'archivio)  La nebulosa del Cavallo (foto d'archivio)

3. Nelle molte - e spesso eccessive- nozioni “da tenere a mente” è indispensabile individuare delle chiavi di lettura, di spiegazione di una serie di fatti e fenomeni. Ad esempio nell’evoluzione stellare è decisivo il valore della massa della stella ed il conseguente rapporto di forze agenti al suo interno: intorno a questo parametro ruota tutta la problematica del “destino” dell’oggetto celeste e i relativi modelli. Nel campo delle Scienze della Terra, i tanti fatti e fenomeni geologici si inquadrano nei modelli dinamici previsti dalla teoria della Tettonica delle placche, secondo la quale tutto si gioca ai margini delle zolle, sotto il controllo delle correnti convettive.

4. Ciò che dà valenza culturale alle varie nozioni è l’individuazione, la costruzione dei nessi tra di esse: solo operando così si possono tracciare dei percorsi e dei quadri sintetici capaci di dare significato ai singoli fatti e fenomeni. Anche nello studio del particolare, perciò, è necessario non perdere di vista il contesto, lo scenario più grande in cui esso trova il suo posto e la sua ragione di essere. Ad esempio una roccia sembra una faccenda abbastanza noiosa, ma rappresenta una sorta di documento della storia della crosta terrestre e come tale va indagata: la sua composizione mineralogica, la sua struttura e naturalmente la sua età danno preziose informazioni sulla sua stessa storia, da un lato, e, dall’altro, trovano spiegazione all’interno di vicissitudini e processi più vasti e complessi.

La preparazione per il colloquio dell’esame di stato è sicuramente impegnativa, considerato il numero delle materie e dei relativi programmi; per questo è prioritario che la preoccupazione dominante sia la domanda di consapevolezza sulle cose che si studiano e perciò di comprensione dei concetti e dei nessi. Con questo atteggiamento, il lavoro risulterà più proficuo e - persino! - anche un po’ gustoso.

 

(Anna Carelli, Liceo classico e scientifico “Casiraghi”, Cinisello Balsamo, Milano)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
03/06/2011 - OK (martino bellani)

Tutto vero e tutto giusto. Però le capacità descritte si costruiscono con un lungo esercizio nel corso come minimo del triennio. Non è certo il lavoro dell'ultimo anno, tantomeno delle ultime settimane, che fa imparare a un ragazzo come si studia.