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SCUOLA/ 1. Lettera aperta al ministro Gelmini: così si uccide il futuro dei giovani docenti

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Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)  Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)

2. Nel regolamento era annunciato il carattere “programmato” dell’accesso ai nuovi percorsi. Il numero di posti disponibili doveva essere calcolato in base al fabbisogno di insegnanti in ciascuna regione. Ma le prime stime del fabbisogno nazionale e regionale per i prossimi tre anni scolastici - già comunicate agli uffici regionali e alle università - riportano numeri che lasciano attoniti: poche manciate di persone per regione, anche per le classi di concorso più grandi. È il caso delle classi di Lettere (A050, A051, A052, A061) in diverse regioni di Italia, tra cui la Lombardia e il Lazio. Per la scuola secondaria di primo grado è addirittura nullo l’intero fabbisogno nazionale di insegnanti di Lettere.

Il governo, per voce dei suoi consulenti, si giustifica con fermezza e candore: a) il fabbisogno nazionale previsto per i prossimi anni, considerando tutti gli ordini di scuola, è pari a circa 230 mila insegnanti; b) il numero di docenti abilitati tramite i vecchi concorsi pubblici (l’ultimo è del 1999) o le più recenti SSIS, e non ancora entrati in ruolo, è di 230 mila (tanti sarebbero i “precari” inseriti nelle graduatorie a esaurimento che attendono l’immissione in ruolo); c) gli accessi alla abilitazione all’insegnamento saranno pressoché nulli fino a quando non verranno riassorbiti tutti i precari. È semplice: basta sottrarre al fabbisogno dichiarato il numero dei precari abilitati e il risultato è zero o qualche sparuta unità (ciò viene per di più affermato nonostante le norme -Testo Unico D.L.vo 297/94 c. 1 art. 270 - dicano con chiarezza che il reclutamento deve proseguire secondo il cosiddetto “doppio canale”: 50% dai titoli acquisiti - graduatorie - e 50% dai concorsi).

Ad aggravare la situazione contribuiscono poi i provvedimenti della riforma scolastica Gelmini e i tagli di Tremonti, il cui effetto combinato è, da una parte, l’innalzamento fino a 30-32 del numero minimo di studenti per classe, dall’altra, la riduzione del monte ore settimanale, con conseguente ulteriore perdita di posti per l’insegnamento.

La partenza del TFA transitorio, data per imminente (novembre di quest’anno), che dovrebbe fare da battistrada all’avvio dei nuovi percorsi formativi abilitanti (costituiti dai bienni specialistici + il TFA), rischia di tradursi in una tragica farsa senza attori. Essendo i numeri dei posti così vicini allo zero, le università non potranno certo predisporre corsi per due o tre studenti. Recenti affermazioni del Ministero paventano pertanto un TFA che non sarà nemmeno su base regionale, ma inter-regionale o addirittura nazionale (corsi e laboratori pedagogico-didattici si svolgeranno in una unica sede per tutta la Penisola).



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COMMENTI
27/07/2011 - Le generazioni tagliate fuori sono 2! (Anna Rita Silenzi)

Nonostante il ministro voglia far credere che non ha bisogno di docenti e che pertanto i giovani devono trovarsi un'altro sbocco professionale, ci sono invece migliaia di persone tra i 30 e 40 anni che per vari motivi non sono abilitati, che lavorano alle dipendenze del ministero stesso: sono i precari di terza fascia! Per il Ministro noi non esistiamo e si è disfatto di noi in un colpo solo. Parliamo di persone che lavorano da anni nella scuola, che ci mantengono la famiglia con quello stipendio. Siamo forse invisibili? Quale scellerato motivo può portare a cacciare dalla scuola e dal mondo lavorativo tante persone? A 40 anni, con famiglia a seguito, dopo essersi specializzati sulla funzione docente, che prospettive di lavoro si possono mai avere, se si viene tagliati fuori? Cacciati non perché poco bravi, ma solo per aver cambiato le regole!

 
21/07/2011 - così si uccide il futuro-stop (luisella martin)

L'innalzamento del numero degli alunni per classe a 30/32 é il fatto che chiude ogni questione. La riforma della scuola si deve fare per il bene dei cittadini di oggi (i genitori) e per il bene dei cittadini di domani (gli alunni) non per il bene dei cittadini di "ieri"! Il ministro finge di fare una riforma e cerca di accontentare chi può (Tremonti permettendo), ma con 30 alunni per classe non si va da nessuna parte! Temo che la signora Gelmini abbia riconsegnato la scuola alla sinistra politicizzata e che passeranno molti anni prima che la scuola sia finalmente un laboratorio di idee e non un'arena politica.

 
06/07/2011 - E i giovani ABILITATI? (Khan Kubla)

Cara Redazione, la generazione "perduta" non è quella che forse potrebbe avere intenzione di abilitarsi e non potrà farlo per qualche anno (perché non c'è posto!) ma ad esempio quella che con grandi sacrifici si è fatta 5 anni di università e poi altri 2 di specializzazione tracciando con fatica e rinunce un percorso di vita ora già avviato e nel pieno delle sue potenzialità professionali. Sono abilitato e precario, ho 27 anni. Non sono forse più giovane? Sono io ad affossare la scuola?

 
02/07/2011 - Altre soluzioni sono possibili (Fabio Milito Pagliara)

A mio parere la soluzione è molto più semplice: 1) abilitare un numero congruo di nuovi laureati con numeri di abilitazioni paragonabili a quelli delle SSIS, 2) consentire ai nuovi abilitati l'iscrizione nelle Graduatorie ad Esaurimento (ritrasformandole di fatto in Graduatorie Permanenti). Per inciso faccio notare che la creazione ha creato una gran quantità di problemi non ultimo l'aggravio di lavoro degli ex-provveditorati dato che tutti gli iscritti (che abbiano fatto punteggio o meno) devono ripresentare la domanda, e se una domanda si perde si crea un problema enorme al malcapitato. 3) Concorsi a cattedra ogni 2 anni (o ritornando al passato ogni 3) per soli abilitati a coprire il 50% delle immissioni in ruolo come previsto dalla vigente normativa. 4) faccio notare che invece d'invocare un concorso abilitante come i precedenti che tanti danni ha fatto ben più delle graduatorie e abolisce di fatto l'idea che per insegnare bisogna specializzarsi, si potrebbe valorizzare il concorso a cattedra assicurandosi che non ci siano differenze di valutazione dei candidati ed assegnando un punteggio bonus in graduatoria a chi supera i 7/10 ma non vince la cattedra (cosa che per inciso invoglierebbe a partecipare a detti concorsi e a studiare per superarli con un buon voto anche se c'è un solo posto a concorso).

 
02/07/2011 - Completamento e ulteriori proposte (Michele Borrielli)

Completo il mio messaggio sotto (parzialmente) riportato, ed integro con ulteriori considerazioni. Scrivevo: invece di continuare a seguire la prospettiva della sistemazione dei sempre più numerosi DOP, si potrà anche lavorare nella prospettiva del reale miglioramento della qualità dell'offerta formativa, ma il testo non è completo senza la citazione del documento a cui mi riferivo: http://www.chimicimarche.it/doc/LETTERA%20PRESIDENTI%20ORDINI%20DEI%20CHIMICI%20TERRITORIALI.pdf . Preciso inoltre che la riconversione a domanda, vista la normativa, sarebbe limitata ai docenti di ruolo, ed è avvenuta, poco (necessità di nuova normativa), in passato. I posti lasciati liberi da prepensionamenti e libererebbero posti per i precari in GE e per un eventuale nuovo concorso ordinario (50% e 50%). Quanto alla proposta Valditara va ampliata in quanto pochissimi avrebbero potuto concretamente usufruirne, soprattutto docenti diplomati (maestri/e, itp). Con la riforma i posti diminuiscono e diminuiranno, è necessaria una attenuazione (la soluzione, dopo le ssis che hanno riempito le graduatorie di nuovi precari, non penso possa esistere) del problema del precariato, tenendo anche conto delle giuste aspirazioni dei neolaureati. Penso inoltre che anche che la proposta di graduatoria ad esaurimento unica nazionale di Professione Insegnante debba essere attentamente considerata, come la proposta di ridurre il numero massimo di alunni per classe da 30 a 25 (vedi ricorso Codacons sulla sicurezza).

 
02/07/2011 - E I PRECARI CHE SONO TALI DA 15, 20 ANNI? (maria gabriella perrera)

Comprendo pienamente le angosce dei giovani studenti e per come stanno le cose sicuramente proseguire lungo questa via è un tunnel senza uscita... perlomeno in Italia.. sicuramente si hanno più probabilità di lavorare all' estero. Ciò che più mi ha infastidito leggendo l' articolo è stato il modo in cui si è apostrofato i precari come "mostruosa legione", lasciando intendere che siamo finiti lì per caso; ma insomma quello che chiediamo è il minimo, è la dignità lavorativa; premetto che anch'io sono giovane e parlo esclusivamente per l'insegnamento secondario (non quello della scuola primaria che ahimè è più ingarbugliato); noi abbiamo fatto una lunga selezione per accedervi; personalmente dopo essermi laureata con il VO, mi sono iscritta alla SSIS (percorso di specializzazione a numero blindato) e ho preso abilitazioni per altri 4 anni; quindi ho investito 8 anni di studio, sono 5 anni che lavoro con incarico annuale, cioè usa e getta, adesso mi ritrovo disoccupata, come dovrei sentirmi io? La verità è che nessuno si ribella a questo stato di cose... E non parliamo di meriti... la selezione per noi delle medie e delle superiori è già stata fatta a monte... è ridicolo!!

 
01/07/2011 - Effetto combinato (Paolo Facchini)

I docenti vanno valutati nel loro operato. Chiedere a Giorgio Israel la modalità. I dirigenti, che pure vanno valutati, devono poter prendere decisioni gravi, anche licenziare i docenti inadatti (conosco solo dirigenti pavidi) e tutto questo potrebbe chiamarsi "autonomia scolastica effettiva"; ma quando sento che si annunciano classi di più di 30 alunni mi si gela il sangue: dov'è l'investimento sul futuro se non si garantisce istruzione ed educazione ai nostri figli? Quanti insegnanti sono in grado di gestire 30 alunni per classe? Tremonti si metta il cuore in pace e metta soldi nella scuola pubblica (statale e privata).

 
01/07/2011 - Preoccupazioni fondate (Giorgio Israel)

Anch'io sono d'accordo. E vorrei mettere in chiaro un aspetto cruciale. Il regolamento, in particolare nella forma presa con il decreto attuativo, non ha assolutamente più nulla a che fare con il progetto elaborato dalla commissione da me presieduta. Basta leggerli uno accanto all'altro. L'intento di stabilire un rapporto libero e flessibile tra università e istituti scolastici è stato annullato e ci troviamo ora di fronte a una sorta di SSIS annuale molto più centralistica, burocratica e ministeriale. L'idea più nefasta è stata quella di creare lauree uniche regionali e di attribuire un enorme potere di gestione ai Comitati di coordinamento regionali che di fatto mette tutto in mano a pochissime persone. Non so se le voci di cui si parla di corsi e laboratori pedagogico-didattici interregionali o nazionali sia fondata, ma non c'è da stupirsi: siamo in una logica diametralmente opposta a quella iniziale. Inoltre, l'ottimismo circa la possibilità di partire a breve appare infondato. Molto altro vi sarebbe da dire e mi riservo di farlo con i dovuti approfondimenti, limitandomi per ora a esprimere la delusione per un lavoro sprecato.

 
01/07/2011 - prepensionamento + riconversione (Michele Borrielli)

Una proposta risolutiva potrebbe essere quella che era stata fatta dalla Gilda e poi ripresa dal Sen. Valditara in maniera però troppo restrittiva (in pratica sarebbero stati pochissimi i docenti di ruolo a cui si sarebbe potuta applicare): il prepensionamento di docenti ai quali mancano pochi anni alla pensione, con conseguente versamento per loro conto dei contributi e calcolo degli scatti di anzianità residui. E' stato fatto per molte industrie in crisi, non si vede perchè non possa essere fatto per la scuola, insieme alla riconversione a domanda dei docenti che volessero spostarsi in altre amministrazioni, peraltro già prevista dalla vigente normativa, eventualmente da integrare. Sono provvedimenti che abbasserebbero l'età media del corpo docente, attenuando i tagli a carico dei precari: decine di migliaia di disoccupati in un periodo di crisi economica sono la peggiore delle eventualità. In tal modo si potrebbero anche aprire spazi nell'ottica del 50% alle graduatorie ad esaurimento (sono un concorso per titoli) e 50% a graduatorie di nuovo concorso ordinario per esami. E, invece di continuare a seguire la prospettiva della sistemazione dei sempre più numerosi DOP, si potrà anche lavorare nella prospettiva del reale miglioramento della qualità dell'offerta formativa, in particolare scientifica, e in particolare nei nuovi licei.

 
30/06/2011 - Sono d'accordo (Gianni MEREGHETTI)

Sono d'accordo! Con la politica che sta facendo questo ministero sulle assunzioni dei docenti si avrà un unico risultato, quello di mantenere un sistema che da anni ha dimostrato di non essere in grado di rispondere al bisogno di libertà e all'urgenza di qualità che viene dal mondo della scuola. Bisogna avere il coraggio di cambiare registro, bisogna premiare chi vale, questo è ciò di cui la scuola ha bisogno! Per questo è giusto da una parte distinguere tra abilitazione e assunzione, dall'altra parte bisogna arrivare ad un nuovo sistema di reclutamento che premi gli insegnanti validi. Invece si perpetua un sistema che porta in cattedra per via evolutiva, e questo a danno dei giovani.