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SCUOLA/ Consigli ai genitori per non "dimenticare" i figli in vacanza

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E i bambini/ragazzi, posti di fronte ad opportunità ed esperienze, mettono ordine nelle proprie conoscenze e nella propria immagine. Acquistano il senso e il valore di sé. La condizione è che un adulto li accompagni e gioisca o fatichi con loro in queste avventure culturali ed esistenziali.

Certo, è paradossalmente più facile, ancorché più noioso e pesante, eseguire e fare eseguire compiti prestabiliti che mettono poco in moto la persona. Ma se è vero ciò che affermava Dewey secondo il quale ognuno deve riscoprire da sé e per sé ciò che altri hanno già scoperto e codificato (questo il significato dello studio e dell’esperienza), quanta cultura e quanto benessere personale giovani ed adulti traggono da esperienze offerte e condivise!

Gli alunni si ripresenteranno a settembre un po’ più irrobustiti nella conoscenza del mondo e di sé e i genitori avranno vissuto con minore ansia l’impegno dei propri figli che avranno imparato a conoscere e a scoprire fuori dagli schemi, a volte asfittici, del profitto scolastico.

Senza dimenticare completamente gli “esercizi” canonici. Semplicemente concepirli, da parte degli adulti, come una delle opportunità di recupero e fissazione del sapere.

Un augurio di vacanze ricche di avventure nel mondo della conoscenza e nel proprio mondo interiore. A figli e genitori.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
30/06/2011 - Vacanze tempo di libertà (Gianni MEREGHETTI)

Interessante articolo, consigli pertinenti e azzeccati. Io non ho dimestichezza con i bambini piccoli, ne ho proprio poca, ciò che mi colpisce di questa vicenda dei compiti delle vacanze è che il tempo estivo è una grande occasione, una occasione di mettere a prova la libertà. Per questo in tutto quello che suggeriremo a figli o studenti mettiamo nel conto che la questione decisiva per loro come per noi è che si muova la libertà.