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MATURITA’ 2011/ La prova di italiano? Tipologia A e fantasia vanno d’accordo…

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Durante l'esame di stato (Ansa)  Durante l'esame di stato (Ansa)

In questo senso nella prima prova dell’esame di stato la traccia relativa alla tipologia A, quella dell’analisi del testo, offre un’opportunità spesso sottovalutata. Molti considerano tale tipologia banale o difficile (a seconda della preparazione dello studente) perché vincola lo svolgimento del testo con troppe domande specifiche. Si pensa che l’essere costretti a risposte puntuali riduca la creatività. La creatività, invece, è provocata dalla necessità, allo stesso modo in cui un problema esalta la capacità (o almeno l’esigenza) di risolverlo.

Innanzitutto l’analisi del testo è una prova di immedesimazione con l’autore. Spesso, il ministero della Pubblica Istruzione propone testi non familiari agli studenti che si trovano nella maggior parte dei casi per la prima volta di fronte a quelle parole. È necessaria quindi, prima ancora di una conoscenza specifica, una capacità critica, un lavoro di comprensione di parole dette da un uomo di cui si hanno, a volte, poche notizie o di cui si conoscono altre opere. Nel caso in cui il testo faccia parte del canone della letteratura italiana, tale lavoro resta necessario, per non rendere l’esercizio banale.

La banalità nello svolgimento della tipologia A si ha quando l’analisi non porta alla comunicazione di una scoperta. Si potrebbe dire in altre parole che uno studente ha veramente capito una poesia o un testo narrativo se ne ha intuito il senso e ne ha percepito il valore. In un testo oggi diventato fondamentale per gli studi di pedagogia, Lettera a una professoressa della Scuola di Barbiana, si declinano alcune norme per la scrittura. La prima regola che la scuola di Barbiana propone è quella di “avere qualcosa di importante da dire e che sia utile a tutti o a molti”. Nell’analisi del testo “avere qualcosa di importante da dire” significa comunicare la scoperta fatta attraverso la lettura.

Le domande cui si è obbligati a rispondere sono, quindi, la traccia attraverso la quale lo studente dovrà sviscerare e dimostrare l’esattezza della propria scoperta. Tale impostazione è fondamentale fin dalla risposta al primo quesito, che richiede quasi sempre una sintesi. La sintesi, infatti, non è “l’accorciamento” del testo ma la comunicazione del suo senso. Così, le domande che riguardano gli aspetti formali o storici servono per entrare con più profondità nel messaggio dell’autore e costituiscono quindi dei passaggi necessari per la dimostrazione della scoperta fatta. In questo modo lo svolgimento dell'analisi diventa una prova simile a quella dei veri critici letterari, che mentre spiegano un testo spiegano il mondo. Come i bambini davanti al foglio bianco.

 

(Marco Sisto, Istituto di Istruzione superiore “Europa unita”, Chivasso, Torino)



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