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SCUOLA/ Lo strano "miracolo" di una riforma che trasforma i 4 in 6

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La fine dell’anno scolastico è un momento importante per fare il punto della situazione. In particolare, in questi pomeriggi di giugno si svolgono i consigli di classe in cui i professori si riuniscono per decidere le “sorti” dei loro studenti. Su questo sfondo e in questa atmosfera balzano alla mente degli insegnanti alcune delle novità apportate alla scuola dal ministero Gelmini e quanto queste incidano sugli studenti, ma anche sui loro insegnanti. Infatti misure come la bocciatura con il cinque in condotta o l’impossibilità di essere ammessi all’esame di Stato con una sola insufficienza si rivelano un boomerang anche per coloro che, inizialmente, avevano salutato questi provvedimenti come un mezzo necessario per ritornare alla scuola seria e selettiva di una volta, proprio quella che è ancora agognata da insegnanti come la scrittrice Paola Mastrocola, autrice dell’acutissimo e quindi fortunatissimo libro Togliamo il disturbo. Saggio sulla libertà di non studiare (Guanda).

Infatti i suddetti provvedimenti scolastici, nati probabilmente con l’intento di portare rigore tra i ragazzi e un ruolo dignitoso agli insegnanti, in realtà, si sono rivelati dei “nobili” strumenti per fare tagli alla scuola poiché, se venissero realisticamente attuati dalle scuole, ci sarebbe la fuga dei numerosissimi studenti ripetenti verso altre scuole (che magari non li mettono in pratica) o, ancor peggio, verso quei “Neet” che né studiano né lavorano. Il venir meno di studenti porta, di conseguenza, alla inevitabile perdita di cattedre, dal momento che le scuole ricevono soldi dallo Stato in base alla quantità degli iscritti e non alla qualità di istruzione offerta. Forse anche perché la valutazione di quest’ultima, anche attraverso le prove Invalsi, suscita ancora tante critiche.



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COMMENTI
09/06/2011 - Scrutini finali: miracoli a milioni ma occultati! (Vincenzo Pascuzzi)

I miracoli negli scrutini finali c’erano anche prima delle novità introdotte da Gelmini. E’ vero: promesse e minacce di nuovo o maggiore rigore, responsabilità e severità sono controproducenti, peggiorano la situazione. I miracoli (i 4 che diventano 6, ma anche i 2 e i 3 che lo diventano!) erano e sono necessari, obbligatori e non sono episodici, si contano a migliaia, forse a milioni! La scuola infatti è come sdoppiata in due aspetti divergenti: 1) c’è la scuola reale, attuale, concreta, vista e vissuta dall’interno, con gli alunni veri, i prof precari, i presidi dittatorelli, le classi sovraffollate, le ore buche per mancanza di supplenti, l’assenza di carta igienica e per fotocopie. 2) C’è poi la scuola immaginaria, rappresentata, raccontata, futura, vista dall’esterno, con i prof fannulloni, politicizzati, responsabili e colpevolizzati di tutto quello che non funziona, i corsi di recupero solo nominali, i test Invalsi con efficacia terapeutica, il ministro che vuole il merito, le lim, il Wi-Fi... Queste due scuole risultano come incernierate dagli scrutini finali e i miracoli sono allora necessari per renderle compatibili almeno in apparenza. Senza questi miracoli avremmo il doppio o il triplo di bocciati e le scuole assaltate. I miracoli sono necessari ma perché nasconderli? Ma – come osserva Khan Kubla - “perché per dare un giudizio globale positivo sarebbe ragionevole, serio, giusto falsificare gli esiti particolari?” Bisognerà pur smettere di mentire a noi stessi!

 
07/06/2011 - Sì e No (FRANCO TORNAGHI)

"Basti pensare allo stesso Invalsi... per la quale si pretende di non investire un centesimo... né inviando nelle scuole personale appositamente addetto a verificare che le prove si svolgano correttamente": falso. Nelle scuole campione va personale specializzato ed è proprio sui risultati di esse che si paragonano i risultati di tutte le altre scuole: la credibilità della "pietra di paragone" è così maggiore. Lo so perché io stesso ho fatto l'osservatore esterno e perché nella mia scuola quest'anno ne sono venuti due. Peccato, perché questa frase voleva dimostrare un'affermazione vera: i finanziamenti dell'INVALSI sono scarsi. Riguardo ai 4 che diventano 6 condivido il giudizio di fondo di Mereghetti, ma reputo estremamente raro che un cammino positivo lasci uno studente nel 4, almeno nelle scuole che conosco io.

RISPOSTA:

Gli "Osservatori esterni" sono Professori scelti dai Dirigenti Scolastici per controllare le prove invalsi di scuole diverse da quelle di appartenenza. Non sono pagati quindi dall'Invalsi. OS

 
07/06/2011 - Non diamo un senso a ciò che senso non ha (Khan Kubla)

Ma Mereghetti, perché per dare un giudizio globale positivo sarebbe ragionevole, serio, giusto falsificare gli esiti "particolari"? Dire formalmente a un ragazzo e alla sua famiglia che c'è un problema (un'insufficienza) ma che cionostante ce la può fare non è la stessa cosa che attestare che di problemi non ce ne sono. Qui il ministero ha preso un abbaglio e deve modificare questa norma, al più presto.

 
07/06/2011 - Ma chi scrive queste norme così "ragionevoli"? (Khan Kubla)

Dov'è la ragionevolezza di una norma che richiede agli insegnanti (alle medie per tutti e tre gli anni!) non solo di dare un giudizio sul percorso di un ragazzo (come scrive Mereghetti) ma di elevare a sei il quattro di inglese per consentire la promozione. Invece di promuovere nonostante il quattro di inglese dobbiamo certificare su registri, pagelle e tabelloni l'inesistente sufficienza in tutte le discipline, senza la possibilità di attivare corsi di recupero come per le superiori. A quei genitori che vengono personalmente a scuola a ritirare le pagelle ci troviamo a rimarcare, imbarazzati, che quel quattro non è proprio un sei; mentre i genitori che non vengono si guarderanno bene dal contattare la scuola, non ci sono problemi, che ne dicano le noterelle allegate alla fine qui ci sono tutte sufficienze! L'intenzione del ministero (o di qualche distratto burocrate di cui sfortunatamente non conosceremo mai l'identità) era quella di riportare serietà e rigore nella valutazione finale. A me pare ne abbiano portato solo lo svilimento più totale.

 
07/06/2011 - Che un 4 si trasformi in 6 può essere ragionevole (Gianni MEREGHETTI)

Vero che noi insegnanti siamo sviliti da tante regole che rendono la scuola un insieme di convenzioni sociali, verissimo! Ma non mi sento svilito dalla possibilità che un quattro si trasformi in sei per un semplice motivo, che la promozione di uno studente non è l'esito meccanico di una somma di voti, ma dipende da un giudizio. E' un giudizio sintetico che promuove, un giudizio che gli insegnanti sono chiamati a dare e in forza del quale valutano se si può considerare positivamente il lavoro fatto durante l'anno e tale da permettere l'affronto della classe successiva. E' per questo giudizio che un consiglio di classe può decidere che un quattro si trasformi in sei ed è ragionevole farlo, perchè il giudizio sintetico vale di più di un risultato particolare.

RISPOSTA:

Concordo sul fatto che il giudizio su uno studente non sia la somma dei suoi voti; ma l'articolo non voleva parlare di quello che si chiama "voto di consiglio" bensì di alcuni provvedimenti che nascondono, dietro giuste motivazioni di partenza, quelle inaspettate conseguenze che ho cercato di esporre qui sopra. OS