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LAUREA/ La proposta di Sirchia: Aboliamo il valore legale del titolo di studio

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Una proposta per abolire il valore legale del titolo di studio valorizzando così i migliori atenei e i professionisti più preparati. A formularla è stato l’ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia, intervenuto al seminario di studio dell'associazione sindacale Anpo-Ascoti-Fials, composta dai medici aderenti a Confsal.

 

LA COMPETIZIONE TRA ATENEI - Per Sirchia il valore legale del titolo di studio pone, al momento dell'ingresso nelle professioni, tutti i laureati sullo stesso piano, senza considerare la loro effettiva preparazione. E l’effetto è che le università non sono quindi motivate a investire sulla formazione e sul reclutamento di professori di alto livello. Come scrive l’agenzia Agi, l’ex ministro della Salute ha anche osservato che è molto difficile pensare di riformare la laurea in medicina, perché «nel nostro Paese non si può parlare di tasse, non si può pensare di differenziarle a seconda del livello di formazione offerto perché immediatamente si apre la polemica sulla penalizzazione dei meno abbienti».

 

L’ABILITAZIONE PROFESSIONALE - L'Italia però secondo Sirchia rimane l'unico Paese in cui non si investe sulle eccellenze tra gli atenei medici e in cui l'università è la depositaria della formazione, dell'abilitazione professionale e della specializzazione. Nel resto del mondo, e in Italia in tutte le altre categorie lavorative, l'abilitazione medica è gestita invece degli ordini professionali. Infine per l’ex ministro della Salute il corso di laurea in medicina dura troppo, e oltre ad essere accorciato da sei a quattro anni, dovrebbe anche prevedere l'abolizione di alcune materie ormai marginali in favore dell'introduzione di altre, come la comunicazione e la gestione, molto utili per chi si trova a operare nel sistema, così come è strutturato oggi.



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