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SCUOLA/ 2. Gli studenti (Clds): perché dobbiamo pagare noi il costo dei precari?

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Pur non avendo niente da obiettare sulle legittime aspettative degli abilitati precari, non possiamo certo condividere che il prezzo di questa annosa situazione lo debbano pagare unicamente i giovani, che peraltro rappresenterebbero per la scuola forze nuove. Impedire il loro ingresso significa, come abbiamo scritto, «uccidere il futuro» del nostro Paese, oltre che mortificare la professione insegnante in generale, che avrebbe invece bisogno di un rilancio, che giovani «motivati, preparati, desiderosi di costruire, disposti anche a tutti i sacrifici necessari in questo tempo di crisi» potrebbero certo concretizzare. La direzione intrapresa dal Ministero deve a nostro avviso essere corretta: è necessario ricominciare ad abilitare, svincolandosi da un fabbisogno calcolato con criteri quanto meno parziali.

Come è possibile continuare ad abilitare se un così grande numero di precari attende di entrare in ruolo? Non si rischia che questi giovani aspiranti insegnanti vadano ad affollare ulteriormente la moltitudine dei precari?


Occorre innanzitutto confermare e applicare ciò che la legge già prevede, ossia lo sganciamento dell’abilitazione dal reclutamento e dall’immissione in ruolo: conseguire l’abilitazione non significa infatti entrare di ruolo, i due momenti sono separati. Ciò consente di fatto di abilitare con margini più ampi e non rigidamente legati al numero di posti di ruolo disponibili. Gli abilitati potrebbero andare a confluire in “albi regionali”, senza formazione di ulteriori graduatorie, dai quali le scuole potrebbero attingere tramite propri concorsi di istituto o di reti di istituti. Insomma, urge mettere mano a una vera e propria riforma del reclutamento, senza tornare agli automatismi del passato e riservando dei posti anche per i nuovi abilitati, i quali però è inaccettabile che siano solo poche decine per classe di concorso all’anno.



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COMMENTI
01/07/2011 - A che serve abilitare? (Mauro Maverna)

A mio parere il Ministero ha finalmente fatto quello che avrebbe dovuto fare anni fa: ha detto ai giovani "Non c'è più spazio nella scuola, smettetela di rifugiarvi lì per paura del mondo, e il lavoro createvelo da soli, fuori!". Non c'è più spazio non solo perchè si debbono mantenere i precari (come volete che si trovi un altro lavoro un quarantenne precario a vita con famiglia a carico? Già ora sono più i licenziati quarantenni dei non assunti ventenni ....) ma soprattutto perché DIMINUISCONO GLI ALUNNI (anche qui si fa sentire il dissennato denatalismo degli anni '80 e '90).