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SCUOLA/ "Caro Ministro, ho un Phd, vorrei insegnare ma lei me lo impedisce"

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Concludo ricordando ai destinatari di questa lettera il nome del partito cui appartenete, che uno di voi ha fondato: “Popolo della libertà”. Bene: lasciateci liberi di educare! Permetteteci di concorrere all’acquisizione di un titolo che ponga in grado chi ne ha le capacità (magari più di qualche precario...) di svolgere il suo lavoro e di dare il suo contributo all’edificazione del bene comune. Una politica veramente liberale dovrebbe porre fine a questi meccanismi stantii ed elefantiaci, in cui è lo Stato a dover dirigere e distribuire il lavoro.

Una politica veramente liberale dovrebbe essere ispirata al vecchio, caro principio dell’“uguaglianza dei punti di partenza”: un mercato del lavoro libero anche nel settore scolastico, senza assurde graduatorie regionali o provinciali, in cui i docenti possano scegliere l’istituto presso il quale insegnare e i dirigenti scolastici possano vagliare e selezionare i singoli docenti da impiegare presso il loro istituto. Un sistema in cui valgano le stesse regole e gli stessi diritti per tutti, con gli opportuni controlli per impedire distorsioni e ingiustizie, ma in cui ci sia davvero una reale libertà d’insegnamento.

Questo, però, vale per il futuro: nell’immediato, è urgente e indispensabile sbloccare l’accesso al TFA per una quota ragionevole di aspiranti docenti, molto più ampia degli zerovirgola comunicati finora dal ministero.

Mi sono rivolto direttamente a voi, fiducioso di trovare ascolto. Se ci siete, battete un colpo.

 

Francesco Tanzilli



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