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SCUOLA/ Le paritarie festeggiano 10 anni di sussidiarietà a rovescio

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Diverse norme emanate dallo Stato hanno posto le premesse, in questi anni, per un riconoscimento e il sostegno a diversi livelli di tali esperienze, in un’ottica di effettiva sussidiarietà: partendo dalla L. 59/97 (legge “Bassanini”) che ha introdotto l’autonomia scolastica, passando per la L. 62/2000 che ha riconosciuto la parità scolastica fra scuole statali e scuole non statali (purché conformi, queste ultime, a determinati requisiti), fino alla L. 3/2001, con la revisione del Titolo V della Costituzione.

Non mancano esempi positivi di applicazione di queste norme, anche nei rapporti con alcune amministrazioni locali, consapevoli dei grandi vantaggi che queste opere comportano per la società civile, con un rapporto costi/benefici assolutamente irraggiungibile da qualsiasi servizio pubblico.

Malgrado ciò, dobbiamo amaramente constatarlo, a oltre dieci anni di distanza da tali importanti conquiste, ancora troppo poco è cambiato nella sostanza per le scuole paritarie e per gli Enti gestori che le hanno fatte sorgere. Tali realtà, infatti, restano discriminate economicamente e culturalmente, continuando a pagare lo scotto di una concezione fondamentalmente statalista della scuola italiana e di una radicata avversione culturale ancora presente nella società civile. Non mancano, addirittura, tentativi e pressioni per vanificare anche quei minimi spazi che si sono aperti in questi anni, come dimostra il referendum promosso ultimamente a Bologna (per fortuna giudicato in extremis non ammissibile) contro il finanziamento comunale alle scuole paritarie dell’infanzia, a favore dell’apertura esclusiva di sezioni comunali... Una vera sussidiarietà a rovescio.

Per non parlare, poi, della ormai cronica assenza di un sostegno economico “paritario” alle scuole “paritarie”, aggravato dai pesantissimi tagli ai già esigui finanziamenti, che rischiano di produrne la morte per asfissia.

Eppure, persino l’ex ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer, estensore della legge di parità in un governo di centrosinistra, ebbe a dire: “Si tratta dunque di superare una sterile contrapposizione ideologica oramai datata fra pubblico e privato e realizzare, con l’apporto di tutti, nuove esperienze di scuola

No, purtroppo la sussidiarietà è ancora un principio misconosciuto nel nostro paese e dunque poco praticato nei fatti, benché spesso tale parola affiori come riferimento fondamentale nei discorsi di tanti politici di destra e di sinistra. E mentre se ne tessono gli elogi, le scuole paritarie - e con esse tutti i soggetti della società civile che si spendono, vivono, agiscono per il bene comune al loro interno - stringono la cinghia al buco successivo e attendono tempi migliori... Ma verranno?



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