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SCUOLA/ Cosentino (Invalsi): così vogliamo cambiare le scuole

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In realtà chi lavora nella scuola sa bene che l’Invalsi, oltre ai rapporti sull’andamento generale del sistema destinati principalmente ai policy makers, fornisce in via riservata e personalizzata a ciascuna scuola i risultati analitici classe per classe e domanda per domanda. I dati sono inoltre leggibili in base a varie categorie di analisi: risultato globale della classe, andamento per genere (maschile e femminile), andamento degli studenti italiani rispetto ai non italiani di prima e seconda generazione, andamento degli studenti con percorsi «regolare» rispetto a quelli anticipatari o posticipatari. Si sta lavorando per introdurre modalità sempre più facilmente e immediatamente utilizzabili  per l’analisi e l’interpretazione dei dati, come è avvenuto lo scorso anno con i nuovi grafici.

Che ruolo spetta, in questo quadro, ai dirigenti scolastici?

Nel quadro di un ordinamento scolastico che valorizza la flessibilità curricolare e che fa delle prove standardizzate un elemento di sostegno per i docenti e di garanzia per gli alunni e per i genitori, si rafforza, rispetto al precedente ordinamento, il ruolo del dirigente scolastico come leader educativo. Il dirigente ha il compito di promuovere l’elaborazione di un progetto condiviso, di concorrere a costruire la comunità professionale nell’ambito della comunità scolastica, di  promuovere lo sviluppo professionale e la motivazione di tutto il personale e di relazionarsi con tutti gli stakeholders. Siamo ben oltre la pura managerialità.

Quali sono i prossimi obiettivi dell’istituto?

Innanzitutto occorre dare al più presto alle scuole e a tutti i soggetti interessati una informazione completa e precisa in merito alle rilevazioni che l’Invalsi dovrà realizzare nel prossimo anno scolastico, in modo che ciascuno abbia una visione chiara delle cose da fare e possa programmare per tempo le attività e le risorse necessarie. Contemporaneamente, è indispensabile assicurare all’Invalsi una struttura operativa adeguata ai compiti da svolgere.




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COMMENTI
16/07/2011 - Temo l'ideologia dell'INVALSI (Gianni MEREGHETTI)

L'Invalsi è uno strumento importante, può finalmente introdurre in Italia un sistema serio di valutazione, ponendo fine a questo sistema in cui va tutto bene! Ma io temo l'ideologia dell'Invalsi, ossia che sia l'Invalsi a cambiare le scuole, che sia un gruppo di valutatori a stabilire il tipo di scuola di cui abbiamo bisogno, questo è ciò che temo, che si costruisca tutto dalla valutazione. La valutazione non cambia la scuola, la scuola cambia poggiando su un'esperienza di condivisione del bisogno di senso che ogni studente porta in classe. Più si condivide il bisogno di senso, più lo si abbraccia, più la scuola diventa il luogo della conoscenza, questo cambia la scuola! Valutare è riconoscerlo e valorizzarlo! Guai a far diventare il punto finale di un processo l'inizio, guai a stabilire con la valutazione ciò che si deve fare, si rischierebbe così di far iniziare la scuola da un modello e non dallo sguardo che ogni docente ha per i suoi studenti, uno ad uno, e dalla capacità di condivisione che ha del bisogno che incontra. Restituiamo alla valutazione il suo compito, che non è quello di cambiare la scuola, ma di valorizzare chi la cambia! di valorizzare chi s'impegna con il bisogno d'infinito e apre così la via della conoscenza.

 
15/07/2011 - La direzione del cambiamento (enrico maranzana)

Il significato del termine “apprendimento”, ricorrente nello scritto, è specificato dalla legge che lo fa corrispondere alla promozione e allo sviluppo di capacità e di competenze [legge 53/2003]. Si può osservare che le “abilità”, che rappresentano gli stati dei processi attraverso i quali le “capacità” si manifestano, hanno assunto un valore centrale nelle indagini per la valutazione del sistema, occultandone l’orientamento. Il significato di “competenza”, inoltre, è stato mutuato da una raccomandazione del parlamento europeo, grossolanamente tradotta [CFR in rete - “Competenze, poche idee ben confuse”]. “Il dirigente scolastico come leader educativo .. ha il compito di promuovere l’elaborazione di un progetto condiviso, di concorrere a costruire la comunità professionale nell’ambito della comunità scolastica”: funzioni sistematicamente e universalmente eluse, causa prima dello stato in cui versa il sistema scolastico [CFR Scuola & amministrazione, Carra editrice 5/maggio/2011 L’assenza della cultura dell’organizzazione nella scuola italiana].