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SCUOLA/ Valutiamo gli studenti, ma non facciamoci "valutare" dalle leggi

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Infine ricordiamo che la vecchia logica della valutazione, ispirata agli input e non alla logica del positivo è definitivamente morta con l’eliminazione dei programmi. I programmi, quando esistevano, venivano definiti “una bella pagina di pedagogia recepita dallo Stato”, perché fissavano “l’autore del momento”, lo elevavano a sistema e lo offrivano a tutte le scuole per essere applicato. Come tutto ciò che è imposto dallo Stato, essi contenevano già in sé gli indicatori per la valutazione cioè i contenuti prescritti. La valutazione, quindi, misurava il grado di conoscenza del programma   senza considerarne l’uso nella vita.

La svolta c’è stata con l’autonomia e con tutto ciò che ne è seguito. In particolare  i programmi nazionali sono “morti”, per il primo ciclo, da quando è entrato in vigore il DL 59/2004,cioè dal 1° settembre 2004, per il biennio della secondaria superiore (meglio, per il primo anno del biennio) dal 1-09-2007, anno di entrata in vigore del 139; per il primo anno del triennio della  secondaria di II grado dal 1-09-2010, in quanto è entrato in vigore il Riordino, ed a giorni siamo in attesa di pubblicazione del regolamento per gli ultimi anni della secondaria superiore.

Non possiamo, quindi, più ridurci alla logica del valutare per sancire ma dobbiamo sempre più valutare per educare, insegnare ed orientare, quindi per promuovere l’avventura della conoscenza, lo sviluppo personale, quindi l’autostima, la cittadinanza attiva e l’occupabilità. Qui la fonte è tutto il DPR 122/2009.

 

(Antonella Sanvitale)



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COMMENTI
16/07/2011 - Controllo.. e dopo .. valutazione (enrico maranzana)

“Valutare per promuovere l’avventura della conoscenza”: nello specifico, la valutazione è significativa solo se la si colloca all’interno della sua sede naturale – “la progettazione educativa, formativa e dell’insegnamento” di cui nei POF non c’è traccia. Si tratta di un nodo critico, che ha origine antica, analizzato su Nuova Secondaria – febbraio 99 – Tra elusioni e omissioni. “La valutazione guarda il raggiungimento delle competenze trasversali .. quali lo sviluppo della creatività, della capacità di pensare in modo critico, etc. Le fonti italiane relative alle competenze sono, innanzitutto, il DPR 139/2007 .. più recentemente, la Circolare ministeriale 9/2010”. Ma cosa avviene nella realtà? Il 29/6, su questo giornale, Carlo Fedeli ha descritto la situazione drammatica che riscontra in relazione a una delle competenze previste dal modello ministeriale “osservare, descrivere ed analizzare fenomeni appartenenti alla realtà naturale e artificiale e riconoscere nelle varie forme i concetti di sistema e di complessità”: perché non incrociare la certificazione ufficiale delle scuole con le corrispondente rilevazioni universitarie?