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SCUOLA/ Il preside: una proposta per rimediare ai "mostri" della manovra

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

1. ogni Regione, in base al numero degli alunni delle scuole del I ciclo, può calcolare, provincia per provincia, quante scuole autonome di quel grado può avere sul suo territorio;

2. se il numero delle scuole “sostenibili” nel territorio supera il numero delle scuole già operanti sul territorio, non è necessario intervenire per correggere la situazione;

3. se il numero delle scuole sostenibili nel territorio è inferiore a quelle che già vi operano, si procede all’accorpamento delle direzioni didattiche e delle scuole secondarie di I grado in nuovi Istituti Comprensivi;

4. ogni 3-5 anni si rifà il conto e si interviene con gli accorpamenti eventualmente necessari per non superare il numero delle scuole sostenibili.

Così chi ha “già dato” non sarebbe penalizzato due volte, e chi finora non ha fatto quel che doveva si metterà finalmente “a norma”. Perché è ora di finirla con le norme che c’è chi le attua e chi no, tanto va bene lo stesso: paga Pantalone! Le norme sulla razionalizzazione ci sono da 11 anni, ma troppi non le hanno volute applicare. Risultato? Ripianiamo, e: tutti uguali (adesso! e prima no?).

E poi ci sarebbe la soluzione madre di tutte le soluzioni. Semplice ed economica. Dare direttamente alle scuole (a tutte le scuole del sistema scolastico nazionale, come definito dall’art. 1 della Legge 62/2000) la gestione dell’impresa educativa, con un finanziamento globale per “quota capitaria”: tanti alunni hai, tanti soldi lo Stato ti dà, e ti arrangi. Con qualche giusto correttivo per la gestione delle situazioni più delicate: disabili, aree a rischio, immigrati extra-comunitari, nomadi, pluriclassi, eccetera (ma poco eccetera oltre a quanto detto). Il contratto con gli insegnanti, scelti da un elenco di “abilitati alla professione”, viene stipulato dalla singola istituzione scolastica, nel rispetto dei parametri previsti da un contratto-quadro collettivo. E per gli edifici ci pensa il proprietario: che sia pubblico - Comune o Provincia - o privato. Sogni?



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