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SCUOLA/ Precari e graduatorie: cari disoccupati, arrivederci a settembre...

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Precari manifestano (Foto Ansa)  Precari manifestano (Foto Ansa)

Invece nei primi mesi del 2011 il Parlamento, arruffato ad arte da persone poco inclini al rispetto del diritto, di cui si vocifera abbiano interessi in alcuni studi legali che hanno avviato il contenzioso, ha voluto assolutamente riaprire le graduatorie, dando giustificazione finale alla mole di ricorsi legali al TAR avviati. Anche il Pd il quale pure sosteneva il governo Prodi che aveva varato le graduatorie ad esaurimento, abbandona l’idea e, soprattutto, i precari che ci avevano creduto, e sposa la riapertura tra le inutili proteste di molti. I sindacati cerchiobottisti, danno ragione a tutti e nessuno, come ognuno di noi ha qualche volta sperimentato.

La proposta del senatore Pittoni, Lega Nord, di concedere un bonus di 40 punti, viene annientata nella menzogna generale con l’accusa di razzismo, quando la maggior parte di quanti ne avrebbero tratto utilità erano meridionali emigrati al nord nel 2007 e insegnanti meridionali delle piccole province poco popolate del sud.

I precari interessati vivono il sentimento del tradimento da parte di partiti politici e uomini politici in cui avevano creduto, che si sono ostinati a sostenere anche nelle ultime tornate elettorali e referendarie, e che ciò nonostante non si sono nemmeno posti il problema di come salvaguardare il lavoro dei loro fedeli elettori.

È successo quello che è sotto gli occhi di tutti: chi aveva lavorato negli ultimi 3 anni nelle piccole province del Meridione, come in tutto il Settentrione, avrà grosse difficoltà, e in molti casi nessuna possibilità, di lavorare.

Dal sito del ministero dell’Istruzione si apprende che i nuovi ingressi in graduatoria sono aumentati del 38,51% in Piemonte, del 28,48% in Lombardia, del 10,74% in Friuli, del 28,10% in Liguria, del 33,15% in Emilia Romagna, del 20,11% in Toscana, del 42% nel Lazio. Saldo negativo per tutto il meridione, con la sola eccezione della Sardegna, tradizionalmente terra di conquista, con il suo saldo positivo, limitato al 2,66%, dovuto all’invasione delle province di Oristano e Nuoro, meno popolose e lontane dalle sedi universitarie di formazione dei docenti.



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