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SCUOLA/ Precari e graduatorie: cari disoccupati, arrivederci a settembre...

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Precari manifestano (Foto Ansa)  Precari manifestano (Foto Ansa)

Da settembre ci sarà lo stesso numero di disoccupati. Non è stato creato neanche un posto di lavoro nuovo. Soltanto che cambiano i nomi e la provenienza geografica dei disoccupati. Chi ha lavorato negli ultimi 3 anni rischia la disoccupazione, o ne è certo, invece qualcuno dei nuovi arrivati lavorerà dopo la disoccupazione. Molti di quelli che si sono spostati non risolveranno il loro problema e resteranno disoccupati, soffocati dal meccanismo avviato.

Quando incontrate i colleghi insegnanti che manifestano nelle vostre città contro gli “inserimenti a pettine” sostenete la loro azione. Si tratta di professionisti che difendono il loro lavoro, svolto con onestà, consapevolmente voluto e scelto, quando non si era ancora cominciato a tagliare i posti di lavoro nella scuola. Meritano rispetto, come tutti i lavoratori, specialmente quando rischiano di perdere il sostentamento per la loro famiglia.

Bisogna difendere i diritti acquisiti, come si è sempre fatto in Italia. Non è mancanza di meritocrazia. Per la meritocrazia bisognerebbe togliere il lavoro a tutti i diplomati che lavorano a tempo indeterminato negli uffici pubblici e dare lavoro alle torme di laureati disoccupati, maggiormente titolati, ma nessuno si sogna di proporre una corbelleria simile. Nel caso delle graduatorie degli insegnanti è invece esattamente quello che è successo.

Il diritto al lavoro è universale, naturale si potrebbe dire. La soluzione non è dare il lavoro ad uno togliendolo ad un altro. Questa si chiama mistificazione, oltre che ingiustizia.

(Pierpaolo Pinna)



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