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SCUOLA/ La buona, vecchia grammatica insegna a pensare come si deve

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Forti delle convinzioni ideologiche che facevano della regolarità statistica l’ossatura delle grammatiche, costruttivismo e comportamentismo riducevano infatti l’apprendimento ad una reazione alla struttura del mondo: un’imitazione inconsapevole da parte dei bambini o un’istruzione esplicita da parte degli adulti. Tutto questo si è rivelato illusorio: in realtà si finiva con lo scaricare sulla struttura dello stimolo la ricchezza del linguaggio e quindi solo a spostare il problema altrove. La sintesi chomskyana, nelle sue celebri parole, arriva invece a sostenere che “gli esseri umani siano in qualche modo progettati in modo speciale … con una capacità di formulare ipotesi di natura e complessità sconosciute”. L’apertura verso il riconoscimento del sostanziale mistero del linguaggio da parte di Chomsky coincide di fatto con la nascita dello studio dei fondamenti biologici della struttura del linguaggio. Da allora i linguisti, al pari dei fisici, vanno a caccia delle “particelle elementari” nelle quali scomporre i dati complessi delle grammatiche.
D’altro canto questa rivoluzione metodologica, empirica e teorica ha fornito di fatto l’impulso concreto per l’indagine dei correlati neurali del linguaggio. In parole semplici, finché si utilizzavano nozioni complesse come le “regole grammaticali” non era possibile nemmeno iniziare l’indagine sul funzionamento delle reti neuronali: ora che invece si è passati alle “particelle elementari” (per quel poco che si sa, s’intende), questa ricerca non solo è stata resa possibile ma ha ad esempio mostrato che il fatto che esistano solo alcuni tipi di grammatiche non è un fatto culturale e arbitrario ma l’effetto dell’architettura neurobiologica della quale siamo dotati prima di ogni esperienza.
Cosa ci dice questo stato di cose sulla questione centrale che è stata affrontata su queste pagine? Intanto chiariamo immediatamente qual è il dominio di pertinenza: si tratta della consapevolezza di come funziona il nostro codice di comunicazione, cioè dello studio della grammatica. Non è assolutamente una cosa da poco. Intanto per un motivo immediato, padroneggiare consapevolmente il linguaggio offre vantaggi immediati ad ogni livello (sia sul piano del ragionamento sia su quello della comunicazione quotidiana in ambito lavorativo ma non solo); inoltre, conoscere la struttura della propria lingua è il requisito fondamentale per impararne un’altra da adulti e tutti sappiamo che, a un certo livello, l’incapacità di accedere direttamente all’inglese costituisce oggi una barriera insormontabile alla formazione aggiornata e a occasioni di lavoro e di confronto. Spesso a un adulto che mi chiede consiglio su quale testo utilizzare per iniziare ad imparare l’inglese suggerisco una buona grammatica dell’italiano: se non si conosce la mappa del proprio codice, infatti, non c’è speranza di apprenderne un altro, salvo rare eccezioni, come quei pochi dotatissimi che imparano a suonare uno strumento da soli.



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