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SCUOLA/ La nostra ragione ha smarrito il senso dell’infinito

Pubblicazione:

Biblioteca Casanatense, Roma (Imagoeconomica)  Biblioteca Casanatense, Roma (Imagoeconomica)

La responsabilità di una “ragione breve”, dunque, non è soltanto della società o, se lo è, questo non è buon alibi per autoassolversi. La responsabilità è in primo luogo “nostra”, di chi, insegnando, scambia per universale il proprio particolare, e trasmette solo quest’ultimo, senza inserirlo in un quadro assiologico “forte”, dove vi sia pensiero, passione e ragione - che sono tutti valori “universali”. Se, quando si spiega come si fa una tesi di laurea, ci si abituasse non a fornire manualetti stereotipati, bensì la Retorica di Aristotele, qualcosa, forse, cambierebbe. Se all’università, per esempio in un corso di filosofia, si ricordasse non solo il valore dei classici, ma si spiegasse il motivo per cui sono ritenuti tali, se si avesse il coraggio di mostrare una “visione”, e non soltanto particolari predigeriti, se si combattesse con l’esempio di una ragione lunga, articolata e dialogica quel che già Husserl chiamava “obiettivismo moderno”, forse, con fatica e lavoro - che sempre sono necessari e  richiedono tempo - qualcosa, poco a poco, cambierebbe.

E si tornerebbe a una ragione che è fondazione per un metodo che non vuole spiegare in poche battute, ma che sia invece strumento che aguzzi la capacità di distinguere, che attiri l’attenzione sulle profondità del senso, che fornisca strumenti svariati per comprendere e descrivere gli innumerevoli problemi che sorgono sul terreno, e soprattutto che sappia insegnare la complessità, nella consapevolezza che le tracce che siamo in grado di fornire per penetrarla non sono la verità, ma prospettive su di essa, stimolo per un percorso infinito.



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COMMENTI
22/07/2011 - Responsabilità individuali e collettive (enrico maranzana)

“E’ più rassicurante rimanere legati a ciò che si può 'controllare', che si pone non sulla linea dell’orizzonte, ma nel proprio immediato campo visivo .. la responsabilità è in primo luogo nostra, di chi, insegnando, scambia per universale il proprio particolare”. Ma perché questo avviene? Perché non si focalizza la conduzione del servizio scolastico? Il sistema scuola dovrebbe essere unitario, finalizzato, organizzato scientificamente e governato ma, i POF lo certificano, le scuole sono rimaste al palo, ancorate al modello d’inizio secolo scorso: la parcellizzazione è imperante. Non si ha il coraggio di compiere scelte, le responsabilità formative e educative sono eluse. Si considerino ad esempio (Consiglio di istituto) la "elaborazione e l'adozione degli indirizzi generali" che consistono nella puntualizzazione dei risultati da conseguire; (Collegio dei docenti) "La programmazione dell'azione educativa" e "la verifica dell'efficacia dell'azione rispetto agli obiettivi programmati" vale a dire l'ideazione e il controllo delle strategie per la promozione delle capacità che i traguardi indicati dal consiglio presuppongono .. fatti che dovrebbero accendere l'indignazione per la coltre di disinformazione che occulta negligenze, elusioni, omissioni e professionalità inadeguata.