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SCUOLA/ Ecco cosa accade quando una moto sale in cattedra

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Un momento della Ducati Summer School  Un momento della Ducati Summer School

Quando il laboratorio “ fisica in moto” ha aperto i suoi battenti nel settembre del 2008 , avremmo tutti sperato di potere vedere quello che è accaduto la settimana scorsa in Ducati. Il flusso continuo di circa 8000 studenti che ogni anno scolastico utilizza il laboratorio, dal 12 al 15 Luglio si è “condensato” in un gruppo di 25 studenti “eccellenti” di scuola superiore che hanno avuto la possibilità di mettere a frutto a pieno le potenzialità del laboratorio, scoprendo i diversi mondi che si incrociano in quello spazio: la fisica, la matematica, la teoria dei modelli, la meccanica, il marketing, la comunicazione, lo studio del prodotto, il design, la scuola, l’università, la ricerca, l’azienda. I ragazzi sono stati selezionati per merito e motivazione con un bando di concorso proposto da Fondazione Ducati in collaborazione con il Piano Nazionale Lauree Scientifiche che, come si sa coinvolge 3000 scuole superiori.

In effetti solo studenti davvero motivati avrebbero potuto sostenere i ritmi intensi della Summer School, che prevedeva 9 ore di attività al giorno per 4 giorni: dieci ore di lezione, dieci ore di seminari e dieci ore di attività pratiche di ricerca sperimentale svolte in team. Al termine del tour de force che vorremmo raccontare con una sorta di diario di bordo, i ragazzi erano molto soddisfatti e, anche se alcuni di loro avevano finito da appena due giorni la maturità, avrebbero sicuramente avuto voglia di continuare.

L’organizzazione della Scuola è stata curata dal prof. Federico Corni, docente di Didattica e storia della fisica dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, il quale ha potuto contare su di uno staff di 13 persone costituito da Giovanni Savino (ingegnere e PhD dell’Università di Firenze), Maria Luisa Filipucci e Veronica Cavicchi (docenti di scuola secondaria), Antonio Ricco, Chiara Santoro, Michele Biancofiore, Giovanna Fronzi (tutor didattici), Gianfranco Zappoli e Giuliano Golinelli (tecnici Ducati), Chiara Salvarani e Elena Corni (studenti universitari di fisica) e Riccardo Cenni e Matteo Paglialunga (stagisti). Allo Staff Fisica in Moto, che è stato a disposizione degli studenti per tutta la durata della scuola, si devono aggiungere numerose persone di Ducati e del Liceo Malpighi di Bologna che in vario modo hanno contribuito all’organizzazione della Scuola, in particolare i consiglieri della Fondazione Ducati, Gabriele Del Torchio, amministratore delegato di Ducati e tutti gli uffici dell’azienda: amministrativo, personale, legale, comunicazione , community, grafica, sviluppo e ricerca, corse; la segreteria e i docenti del Liceo Malpighi; il responsabile del Piano Nazionale Lauree Scientifiche prof. Nicola Vittorio ed il suo staff.

Ma veniamo al racconto sintetico, che aiuta a capire di cosa si è trattato.



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COMMENTI
23/07/2011 - Astrarre (enrico maranzana)

L’esperienza descritta ha natura interdisciplinare e, come tale, deve essere collocata all’interno di un quadro teorico. J. Piaget [OCDE 1972 - L'interdisciplinarite' - problèmes d'enseignement ed de recherche dans les universités] ha riconosciuto tre livelli di intervento: quanto è stato presentato è il più visibile, ha natura multidisciplinare; può essere praticato quando le conoscenze necessarie per praticare l’attività sono state acquisite. L’area di progetto, che il ministero prevede per gli ultimi anni di alcuni itinerari, batte questa pista. La questione di fondo è: cosa deve avvenire nelle aule scolastiche negli anni precedenti? Come coordinare i diversi insegnamenti? L’interdisciplinarità, intesa sia come pratica di strumenti concettuali (il definire, il classificare, il modellare, il controllare ..), sia come promozione delle qualità dei giovani (capacità), è una risposta.