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SCUOLA/ Ecco cosa accade quando una moto sale in cattedra

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Un momento della Ducati Summer School  Un momento della Ducati Summer School

12 luglio, primo giorno - Tutti gli studenti della Summer School sono giunti il primo giorno in Ducati con un buon anticipo sull’orario del ritrovo, come accade per gli eventi importanti a cui si tiene in modo particolare e dei quali per niente al mondo si perderebbe l’inizio. Nell’Auditorium Ducati, dopo la consegna dei kit di accoglienza contenenti uno zainetto, un quaderno, la cancelleria, i buoni pasto e i biglietti dei trasporti pubblici per gli spostamenti in città, inizia la Summer School.

A dare il benvenuto agli studenti sono intervenuti Luigi Torlai per Fondazione Ducati, Carlo M. Bertoni per il Piano Nazionale Lauree Scientifiche, Elena Ugolini per il Liceo Malpighi e consigliere fondazione Ducati, Federico Corni, coordinatore della Summer School.

“Studiare - ha detto Elena Ugolini, preside del Liceo Malpighi - è come andare in montagna: serve una buona guida, ma poi  devi camminare tu. Il maestro ti può fare innamorare della matematica ma non c’è nessuno che potrà capirla al posto tuo. Questi giorni possono insegnarvi un metodo. Mettete a frutto i talenti che avete, siate curiosi e cercate di imparare il più possibile da chi incontrerete”.

Dopo il benvenuto e i saluti iniziali si è svolto il primo seminario tenuto da Claudio Domenicali, Direttore Generale Ducati, sul tema “Scienziati in Ducati”. Domenicali ha espresso l’importanza che ha l’approccio scientifico per un’azienda che intende fare dell’avanzamento tecnologico dei prodotti il proprio punto di forza rispetto ai concorrenti di tutto il mondo. Al termine del seminario gli studenti hanno rivolto alcune domande di grande pertinenza a Domenicali, riguardanti in particolare il rapporto che Ducati ha con la ricerca universitaria, il metodo formativo che Ducati usa nei confronti dei neoassunti provenienti dall’università e il ruolo della competizione di MotoGP nello sviluppo dell’Azienda.

La prima giornata è stata in gran parte dedicata alla visita del Laboratorio Fisica in Moto, tenuta da Antonio Ricco, coordinatore dei tutor didattici, e Giovanni Savino, responsabile dello sviluppo delle postazioni didattiche del Laboratorio. Il percorso didattico con le scolaresche in visita normalmente ha una durata di tre ore. Per l’occasione della Summer School la visita è stata ben più ampia, perché aveva lo scopo di esporre dettagliatamente agli studenti l’approccio alla fisica basato sulla quantità di moto e il momento angolare ed introdurre gli studenti all’ attività di laboratorio che avrebbero dovuto svolgere nei giorni successivi.

“Quando abbiamo progettato il laboratorio - ha spiegato Giovanni Savino, Responsabile Sviluppo Laboratorio Fisica in Moto - lo abbiamo diviso in tre sale, ciascuna delle quali richiama un passo fondamentale della conoscenza tecnico-scientifica. La prima sala è dedicata alla curiosità. La curiosità di fronte alla realtà è fondamentale per iniziare il processo conoscitivo. Una volta avviato l’interesse attraverso il fascino e la curiosità che la realtà suscita occorre un lavoro sistematico per capire quali sono le variabili che entrano in gioco e creare modelli adeguati per descrivere i fenomeni. Questa è la seconda sala: il laboratorio della Fisica in Moto dedicato ai protagonisti della fisica, cioè le grandezze e i principi. Infine la terza sala: Il Gran Premio della Fisica, dove si vede concretamente l’applicazione alle motociclette di ciò che si è studiato in precedenza”.



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COMMENTI
23/07/2011 - Astrarre (enrico maranzana)

L’esperienza descritta ha natura interdisciplinare e, come tale, deve essere collocata all’interno di un quadro teorico. J. Piaget [OCDE 1972 - L'interdisciplinarite' - problèmes d'enseignement ed de recherche dans les universités] ha riconosciuto tre livelli di intervento: quanto è stato presentato è il più visibile, ha natura multidisciplinare; può essere praticato quando le conoscenze necessarie per praticare l’attività sono state acquisite. L’area di progetto, che il ministero prevede per gli ultimi anni di alcuni itinerari, batte questa pista. La questione di fondo è: cosa deve avvenire nelle aule scolastiche negli anni precedenti? Come coordinare i diversi insegnamenti? L’interdisciplinarità, intesa sia come pratica di strumenti concettuali (il definire, il classificare, il modellare, il controllare ..), sia come promozione delle qualità dei giovani (capacità), è una risposta.