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SCUOLA/ Ecco cosa accade quando una moto sale in cattedra

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Un momento della Ducati Summer School  Un momento della Ducati Summer School

Dopo queste due prime ore in laboratorio ed una breve sintesi, Federico Corni ha chiesto agli studenti un’ impressione circa l’attività svolta fino a quel momento. La risposta di Giorgio Valsecchi è stata la seguente: “Nell’approccio scolastico alla meccanica bisognava avere un formulario davanti. Con questo metodo basato sulla quantità di moto è tutto più semplice e più intuitivo”.

La prima giornata è proseguita con gli interventi di Mitolo e di Mattei. Luigi Mitolo, ingegnere di Ducati Corse, ha tenuto agli studenti una lezione sulla fisica applicata alle motociclette, con riferimenti all’esperienza di guida di una moto o di uno scooter e continui esempi tratti dal mondo delle competizioni motociclistiche. Giovanni Mattei, docente presso l’Università di Padova, ha tenuto un affascinante seminario di orientamento ai corsi di Laurea in Fisica dal titolo “Nanoparticelle e Materiali Nanostrutturati” durante il quale ha mostrato fotografie in cui si distinguono i singoli atomi che costituiscono reticoli elementari e fotografie di strutture nanometriche realizzate dall’uomo per dare risposta a problemi tecnologici con molteplici campi di applicazione.

 

13 luglio, secondo giorno - La seconda giornata della Summer School è iniziata con la lezione sulla fisica del moto e sui sistemi dinamici, tenuta in lingua inglese da Hans U. Fuchs dell’Università delle Scienze Applicate di Zurigo a Winterthur (CH).

Chiara Santoro, tutor didattico di Fisica in Moto, ha aiutato la comprensione attraverso la traduzione di alcuni  passaggi chiave, anche se tutti gli studenti hanno confermato di aver compreso perfettamente anche dall’inglese. L’approccio di Fuchs è in perfetta armonia con quello adottato in Fisica in Moto, perciò la sua lezione ha potuto consolidare e formalizzare i concetti affrontati nella visita del laboratorio del giorno precedente. Il suo punto di partenza è che tutti noi siamo dotati di modelli interpretativi elementari che emergono nell’esperienza e ci mettono nelle condizioni di comprendere la realtà con le stesse categorie che sono alla base del pensiero scientifico. Fuchs ha poi mostrato come è possibile studiare un fenomeno fisico, anche complesso, attraverso l’utilizzo di Stella, un software di modellizzazione capace di mantenere l’approccio intuitivo basato sulla quantità di moto, in grado di risolvere gli ostacoli strumentali dovuti alle carenze di basi matematiche e numeriche. Al termine della lezione di Fuchs, Federico Corni ha tenuto un tutorial approfondito sull’uso di Stella nella sua lezione dal titolo “Modellizzazione e Stella”, coinvolgendo gli studenti con diverse proposte di soluzione di problemi.

“Si può scegliere - ha detto Hans U. Fuchs - un approccio scientifico che traduce la fisica utilizzando il linguaggio di tutti i giorni. (...) Noi abbiamo già delle immagini, delle strutture mentali che ci permettono di interpretare i fenomeni fisici, per esempio possiamo pensare la quantità di moto come un ‘fluido’ contenuto in un contenitore la cui sezione è la massa dell’oggetto e l’altezza del fluido, la velocità dell’oggetto stesso. A parità di fluido immesso, il contenitore più stretto si riempirà di più rispetto quello più largo, così, a parità di quantità di moto, il corpo meno massivo avrà una maggior velocità rispetto a quello più massivo”.



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COMMENTI
23/07/2011 - Astrarre (enrico maranzana)

L’esperienza descritta ha natura interdisciplinare e, come tale, deve essere collocata all’interno di un quadro teorico. J. Piaget [OCDE 1972 - L'interdisciplinarite' - problèmes d'enseignement ed de recherche dans les universités] ha riconosciuto tre livelli di intervento: quanto è stato presentato è il più visibile, ha natura multidisciplinare; può essere praticato quando le conoscenze necessarie per praticare l’attività sono state acquisite. L’area di progetto, che il ministero prevede per gli ultimi anni di alcuni itinerari, batte questa pista. La questione di fondo è: cosa deve avvenire nelle aule scolastiche negli anni precedenti? Come coordinare i diversi insegnamenti? L’interdisciplinarità, intesa sia come pratica di strumenti concettuali (il definire, il classificare, il modellare, il controllare ..), sia come promozione delle qualità dei giovani (capacità), è una risposta.