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SCUOLA/ Un prof: caro Ministro, perché vuole bocciare il merito?

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Giovani a lezione, in università (Imagoeconomica)  Giovani a lezione, in università (Imagoeconomica)

Mi chiedo per quali ragioni lei non afferri il nocciolo della questione; e non trovo altra risposta se non nel fatto che lei non riesca a liberarsi né culturalmente, né politicamente, del ricatto sindacale che ha sempre usato il precariato come arma di potere. Il precariato è stato creato proprio identificando abilitazione con reclutamento, la fine del precariato la si avrà solo con la loro distinzione. Lei scrive: “quello che non farò mai è prendere in giro i ragazzi”. Il fatto è che il modo migliore per non illuderli è dir loro che una cosa è abilitarsi, altra cosa avere un posto di lavoro nello stato. Il sindacato non vuole questa distinzione, perché sarebbe una diminuzione notevole del suo potere, e lei che dovrebbe ragionare nel segno della liberta, che cosa fa? Il ministro-sindacalista. Con questo pensa di fare il bene dei giovani, di non illuderli. Li delude invece! Un giovane deve poter percorrere liberamente le sue aspirazioni, deve poter tentare la strada che ritiene più consona alle sue capacità; lo stato gli dia le condizioni per farlo, questo è ciò che deve fare uno stato che non tratti i giovani come numeri ma come persone.

Caro ministro, lei si difende con i numeri del precariato, 200mila insegnanti in graduatoria che sono in attesa del posto di lavoro. Innanzitutto un consiglio: prima di dare i numeri faccia fare dai suoi uffici la necessaria scrematura dei dati dei precari, identificando il numero esatto degli insegnanti che hanno bisogno di un posto di lavoro nello stato. Fatto questo proceda a risolvere definitivamente la questione, dando il posto di lavoro a chi ha le prerogative per averlo. Dopo di che, basta con le graduatorie! Si chiudano per sempre e si apra una nuova fase del reclutamento scolastico. Possibilità di abilitarsi per tutti gli insegnanti che vogliano e reclutamento, questo sì, come lei dice, in modo meritocratico. Ma sia chiaro che non sarà mai lo stato a identificare il miglior insegnante possibile: questi anni, e lei ben lo sa, sono stati un disastro. Più che ad un reclutamento si è assistito ad una pratica di assistenzialismo diffuso, con un bel numero di insegnanti incapaci messi in cattedra a vita; se lei vuole il merito, se realmente vuole in cattedra insegnanti capaci di rispondere al bisogno educativo di famiglie e studenti, faccia la riforma delle riforme, metta ogni scuola autonoma e ogni scuola paritaria nelle condizioni di scegliere l’insegnante di cui ha bisogno.



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COMMENTI
27/07/2011 - Articolo di mereghetti (pino mulone)

Ben detto, ma il problema non e' il ministro che non vuole, non sa, o non può uscire dalla sua cultura statalista, il problema e' se abbiamo abbastanza parlamentari portatori di una cultura non statalista. La parabola di Berlusconi ha dimostrato che lo statalismo impregna ogni livello della classe dirigente e che i pochi parlamentari di cui possiamo fidarci non fanno ancora massa critica...

 
26/07/2011 - I sogni dei giovani sono il futuro dell'umanità (Beatrice Toselli)

Mi trovo pienamente d'accordo con il professor Mereghetti.Sono una studentessa ed il mio sogno, come quello di tanti altri ragazzi è quello di diventare insegnante. Per insegnare facendo capire il vero valore di quello che si studia e SOPRATTUTTO IL PERCHE' lo si studia. In questo momento c'è così bisogno di prof che insegnino umanamente e con passione.. si trovano a stento, ormai c'è solo gente che vuole fare da autorià senza trasmetterti niente. Se uno non ha passione in quello che fa si vede e non te la può trasmettere. Si sta precipitando giù da un burrone senza neanche accorgersene. Non capisco perchè Gelmini abbia preso questa decisione. Qualche settimana fa il ministro è venuta alla festa della Libertà a Mirabello, dove io ho aiutato come cameriera, e guardandomi ha detto: ma che bravi questi giovani che si impegnano nel lavoro. E mi ha stretta. Con questo gesto una persona ti dà speranza, ti dà fiducia, ti da sicurezza nel procedere nel tuo impegno con libertà.. Quando ho letto il decreto sono stata assalita da una delusione immensa. Com'è possibile?

 
26/07/2011 - La libera professione di docente? (Franco Labella)

Devo a Mereghetti una risposta. I suoi esempi sono assolutamente non calzanti e l'avevo già scritto in un altro commento ad altro articolo. Quanto al fatto che poi funzionano vorrei far sapere a Mereghetti che è in atto da tempo una discussione che contempla anche la eliminazione degli Ordini e persino (con la necessaria modifica alla Costituzione) l'abolizione dell'esame di Stato. In ogni caso l'avvocato e il medico, abilitati, possono esercitare (soprattutto il secondo mentre il primo ha qualche limite se pubblico dipendente) la libera professione in alternativa allo svolgimento di un'attività dipendente. Il docente abilitato e non assunto come utilizzerebbe il titolo abilitante? Svolgendo libera professione? Il precettore abilitato? Offrendosi come libero professionista alle scuole? Vedremo il turn over annuale dei docenti liberi professionisti? Magari a colpi di autodafè, ortodossie imposte ed accettate e sconti sulle parcelle in nome della concorrenza? Insomma i visiting professor di licei, tecnici e professionali? La fantasia è tanta, lo riscrivo convintamente.

 
26/07/2011 - Con tutto il rispetto.... (Franco Labella)

Le opinioni sono diverse ma, con tutto il rispetto per Palazzi e per il lettore che in qualità di nonno auspica una sana competizione fra le scuole, posso far presente che c'è un po' di differenza fra scegliere un docente e/o un sistema educativo e scegliere il salumiere o l'assicuratore? Posso consigliare una lettura estiva? Martha Nussbaum, "Non per profitto". E a proposito di una affermazione di Palazzi: "e, se esistesse un vero spoil system, funzionerebbe anche meglio", rivendico il diritto di definire lo spoils system applicato ai sistemi educativi una autentica boiata. Proviamo ad immaginare i cambiamenti ad ogni stormir di cambio di maggioranza possibile (chè così funziona nei paesi dove è nato il sistema delle spoglie), ancora più schizofrenia di quanto non ce ne sia stata negli ultimi 10-15 anni. Con tutto il rispetto possibile anche per me...

 
26/07/2011 - reclutamento (beatrice marchelli)

Non sono d'accordo, il reclutamento con concorso è il meccanismo più collaudato e deve essere fatto regionalmente. Non è una valutazione di merito ma un reclutamento. La valutazione di merito deve essere fatta dall'università. Io ho fatto i corsi abilitanti è sono stata valutata da persone riciclate e non competenti!

 
25/07/2011 - Da qualche parte si deve cominciare a cambiare (Sergio Palazzi)

Ciao Gianni Mereghetti, da oggi "sedicente prof" (ma il rispetto degli altri non si usa più?). È vero che il reclutamento decentrato permetterebbe clienti e camarille. Ergo, non succedeva con i concorsi ordinari e men che meno con le ope legis, cioè i meccanismi con cui è stata arruolata la maggioranza dei docenti in servizio? ma per favore! Il fatto è che, da qualche parte, si deve iniziare ad introdurre anche nella scuola meccanismi di responsabilità che, oggi, GIÀ ESISTONO paradossalmente nella maggior parte degli enti della pubblica amministrazione. In un Comune il reclutamento avviene su base fiduciaria del Sindaco per i dirigenti e su concorso locale per i dipendenti; chi ha i titoli (=l'abilitazione) concorre. Non ci salva da corruzione e scandali? sì, ma stampa e meccanismo democratico possono denunciare gli abusi patologici e correggere quelli fisiologici; e, se esistesse un vero spoil system, funzionerebbe anche meglio. Perchè pare un'eresia pensare di farlo nella scuola, come avviene in molti paesi non meno civili del nostro ed in parte avveniva anche da noi prima della riforma del '74? Autonomia e concorrenza fra scuole devono esistere solo in quelle iniziative di orientamento per i nuovi iscritti sul cui folklore esiste ormai una letteratura? Circa l'articolo di Mauro e Lupi da cui è partita la riflessione, mi astengo dal discorso sulla scuola paritaria, ma dove si parla di scuola pubblica e di responsabilizzazione e merito lo condivido integralmente.

 
25/07/2011 - Urge affrontare la questione (Gianni MEREGHETTI)

Le idee possono essere le più disparate, ma una cosa è chiara, è che la questione del lavoro dei giovani va affrontata e al più presto, altrimenti si continuerà con uno stato centrale di matrice assistenzialista e con grosse falle nel suo mantello! Chi non capisce questo continuerà a fare il male dei giovani e della scuola, creando un sistema che garantisce tutto ma non valorizza il merito. E' la scuola dell'autonomia e della parità che deve essere varata, in una scuola simile non ci sarebbe problema a distinguere tra abilitazione e reclutamento.

 
25/07/2011 - politici e burocrati (mario lietti)

Gli abilitati all’esercizio di una professione - docente o forense o agronomica ecc. - possono reclamare a gran voce soltanto un sistema di reclutamento. La fila è aberrante. Il ghostwriter che ha scritto la lettera che la Gelmini ha firmato (comunque l’ha firmata, pertanto se ne assume la responsabilità di fronte al paese) non è neppure capace di identificare correttamente le radici dello sfacelo attuale, come può trovare la soluzione? Alcuni passaggi di quel testo male assemblato sono raccapriccianti per l’elevato grado di mistificazione. Deleterio è stato l’abbinamento, deliberato dal decisore politico, della semplice idoneità con il “diritto” al posto fisso statale. La politica ai politici, la burocrazia ai burocrati. Questi ultimi si occupino dell’efficienza di ciò che compete loro, onde evitare il dischiudersi di quelle voragini abissali di cui è costellata la storia recente del “reclutamento”. Ai politici INVECE compete l’elaborazione di un progetto ispirato da qualche idea forte e destinato a concretizzarsi in buone pratiche amministrative. Se si propone di dissolvere l’annoso fenomeno del precariato escludendo a priori tutti gli aspiranti (per quel che mi riguarda, la questione, culturale e politica, è irriducibile al mero dato anagrafico), significa che a viale Trastevere qualche grigio burocrate ha preso il sopravvento. Pertanto i tempi sono maturi perché il ministro, la sua squadra e gli apparati, incapaci di costruire la necessaria riforma, vadano a casa.

 
25/07/2011 - Mistero insondabile (Giorgio Israel)

Caro professor Mereghetti, eccellente articolo. Lei ha interpretato benissimo il senso del progetto che elaborò la nostra commissione, basato sull'idea che la formazione va distinta dal reclutamento. Ma da subito si sono mosse innumerevoli forze conservatrici con la parola d'ordine opposta e il progetto è stato sbocconcellato, triturato (v. art. 15) e alfine, con il recente decreto attuativo, distrutto. Ora con la laurea magistrale regionale unica (e, di fatto, il Tfa unico) tutto è in mano ai comitati regionali universitari e alle Unità scolastiche regionali, ovvero rettori e ministero. Del rapporto plurale e aperto tra scuole e università non è rimasto niente. C'è persino chi parla di centro pedagogico nazionale... Sono state restaurate le SSIS annuali e perfino proposto il restauro della Codississ. E la vicenda dei numeri è soltanto la pietra tombale, la rivincita statalista di chi è interessato soltanto a gestire il reclutamento e mirava ad affossare il progetto Tfa in favore di altri disegni. Cosa c'entri la meritocrazia in tutto questo è un mistero insondabile.

 
25/07/2011 - La vera riforma: competizione (GIUSEPPE LINO)

Non sono un insegnante, sono solo un nonno che segue con qualche apprensione le esperienze scolastiche dei nipotini (cinque al momento). Non posso che essere d'accordo con Gianni Meregetti nel invocare la possibilità di autonomia degli istituti nel scegliere il proprio personale, questa infatti è la premessa indispensabile per mettere in giusta competizione le scuole tra di loro, nell'ipotesi che poi i genitori possano scegliere dove mandare i prori figli ad educarsi, creando uno stimolo per il miglioramento qualitativo dell'insegnamento. Come si fa a pensare che poichè una persona è abile a correre è automaticamente un buon centometrista?

 
25/07/2011 - Per i libri di favole la concorrenza è in aumento (Franco Labella)

Bisogna dare atto a Mereghetti di avere notevole fantasia. Tutta quella che serve per descrivere la scuola italiana degli ultimi venti anni come la scuola dove: a) i sindacati, rifiutandosi di bandire i concorsi come gli spetta, hanno brigato per far crescere il precariato; b) un certo numero di docenti (Mereghetti escluso of course) incapaci hanno distrutto la scuola; c) i Mereghetti di turno sono pronti alle dimissioni volontarie pur di far riconoscere il loro merito. Domanda semplice a Mereghetti: quando presenta (se non è già pensionato come temo) le dimissioni volontarie per far posto ad un giovane che aspira alla "libera" docenza? E poi un’altra domanda anch’essa semplice: dello “stock” di attuali precari (giovani e meno giovani) cosa ne facciamo? Gli facciamo scrivere un libro sulla scuola che abbia come coautore Mereghetti medesimo. Consoliamoci comunque: siamo a luglio e fa molto caldo. E ci tocca rimpiangere l'altro libro delle favole... Ps: prima di essere bacchettato magari dai redattori (come è accaduto ultimamente anche se non a me) chiarisco: per discutere sul merito e nel merito bisogna condividere almeno lo scenario della discussione. Quella che racconta Mereghetti non la conosco come scuola. Ma è che insegno su Marte...

RISPOSTA:

Io mi chiedo perchè non imparare da quelle realtà dove le cose funzionano. Faccio solo due esempi. Il primo riguarda la professionalità. Un avvocato deve sostenere l'esame di stato per poter esercitare la sua professione. Superato l'esame di stato può esercitarla ma non è che con il superamento dell'esame di stato gli viene dato il lavoro. Non si può fare lo stesso con il mondo degli insegnanti? L'abilitazione è una cosa e ad essa tutti possono accedere. Essere abilitato ad insegnare non significa avere il posto di lavoro, ma essere messo nelle condizioni di cercarlo e di trovarlo il più consono a se stesso. Il secondo esempio riguarda il reclutamento. In un ospedale c'è bisogno di un chirurgo, quel posto viene messo a concorso e fatto in modo pubblico. Il concorso stabilisce il vincitore di quel posto di lavoro. E perchè non si può fare lo stesso per la scuola? Certo vi è un qualcosa che viene prima di questo sistema di reclutamento, è decidere di fare sul serio sull'autonomia delle scuole! Questo è il problema serio della scuola oggi, il primo problema! gm

 
25/07/2011 - Meglio parlare con cognizione di causa ... (Emanuele Bruschi)

Anche in questa risposta come in tutta questa polemica con il Ministro affermazioni generiche e tanta confusione. Non può esistere che ogni scuola scelga gli insegnanti, sarebbe la sagra del nepotismo e della raccomandazione! Abbiamo bisogno di garanzie che lo Stato deve dare, l'insegnamento non è una professione da svendere... tra l'altro questo signore sedicente prof dovrebbe sapere che già ora le scuole paritarie non seguono le graduatorie per il proprio reclutamento e scelgono autonomamente i propri insegnanti che possono anche non essere iscritti in graduatoria, purchè abbiano il titolo di studi necessario e preferibilmente l'abilitazione. Ma la cosa più assurda è che si parla dell'accesso all'abilitazione per i "giovani", dimenticandosi che in Italia ci sono migliaia di docenti che operano ormai da anni in attesa di conseguire tale titolo; altro che giovani, si tratta di esperti professionisti che avrebbero anche tutti i diritti per reclamare l'impegno da parte dello stato a veder riconosciuto il proprio lavoro nell'ambito della formulazione delle modalità prossime di reclutamento. Perchè tutti compreso il Ministro tacciono su questa realtà? O sia il ministro che questo signore non sanno, e allora evitino di parlare a sproposito, o sanno e allora sorvolano volutamente. Sta di fatto che gli abilitati in Graduatoria ad Esaurimento possono essere anche 200.000 ma non è detto che tutti siano abilitati.

 
25/07/2011 - il paese dei balocchi (Alberto Simonini)

1) è irrealistico dire che abilitare non significa avere una cattedra. Chi è abilitato e disoccupato chiederà a gran voce una cattedra e la otterrà e allora saremo da capo col problema del precariato. 2) Non capisco la questione del merito: chi si abilitava con le siss lo faceva passando un esame di ammissione piuttosto severo e doveva sostenere un percorso piuttosto pesante con tirocinio obbligatorio e esami semestrali, ora non si capisce perchè i nuovi abilitati del tfa sarebbero meritevoli, mentre gli abilitati siss no. 3) Chi solleva la questione dei giovani dimentica che nelle gae ci sono numerosi giovani (under 30) abilitati negli ultimi 3 cicli e che magari hanno maturato anche qualche anno di esperienza di insegnamento. Questi non sono giovani? Se andassero in porto le soluzioni auspicate sulle pagine di questo sito di immettere in ruolo per il 50% personale dalle gae e 50 % dagli abilitati tfa ad essere colpiti sarebbero soprattutto i giovani abilitati in graduatoria che occupano le ultime posizioni che si vedrebbero scavalcati da neolaureati senza nessuna esperienza e (paradosso) e dai più anziani che occupano le prime posizioni delle graduatorie.