BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Mauro e Lupi: il merito dei giovani per la qualità della scuola

Pubblicazione:

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Ansa)  Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Ansa)

Il ministro Gelmini che sul cambiamento della scuola ha giocato tutta la sua credibilità politica tutto questo lo sa, mentre sembra che la dirigenza del Miur abbia qualche difficoltà ad intendere e a recepire (o non vuole: nostalgia di anacronistici privilegi napoleonici?) la novità della distinzione tra abilitazione e reclutamento. Per l’apparato è troppo difficile accettare che l’abilitazione indichi sostanzialmente l’idoneità all’esercizio di un’attività professionale, mentre il reclutamento e solo esso significhi e produca l’effettiva assunzione nei ranghi del sistema nazionale di istruzione. Esso lega indissolubilmente (e strumentalmente) i due aspetti e non vuole intendere ragioni.

L’abilitazione è condizione necessaria per l’esercizio della professione, ma l’assunzione in modo stabile può avvenire solo a seguito di una specifica procedura concorsuale. Nel nostro sistema di istruzione oggi è acquisita questa certezza normativa: senza un percorso formativo specifico e senza l’abilitazione alla professione non è più possibile insegnare. L’abilitazione è, per norma, condizione imprescindibile sia per l’accesso ai ruoli delle scuole statali, sia per i contratti a tempo indeterminato nelle paritarie.

Ciò detto, la domanda non è se “abbiamo bisogno di creare nuovi abilitati”, perché la risposta è evidentemente affermativa: a fare scuola debbono andare gli abilitati all’insegnamento. Piuttosto c’è da chiedersi se è possibile o necessario fare nuovi inserimenti nelle GaE e quali sarebbero le conseguenze di questo. E la risposta, ovviamente, è assolutamente negativa. Proprio la riapertura delle graduatorie, infatti, alimenterebbe la “fabbrica delle illusioni”, il clientelismo politico-sindacale e, quindi, il precariato, negando nel contempo la libertà di insegnamento e di scelta educativa delle famiglie.

Nella tua lettera, cara Mariastella, dici che “una gran parte dei posti disponibili sarà data ai giovani”. Come pensi di poter mantenere questa promessa se non li fai abilitare? I futuri concorsi, che sicuramente stai già elaborando, anche nella migliore delle ipotesi potranno concludersi fra un paio d’anni, non domani; ma, soprattutto, saranno destinati esclusivamente ai già abilitati (e questi “risiedono” ora nelle GaE). La prima conseguenza del blocco delle abilitazioni sarà lo stop generazionale, accompagnato dalla vanificazione del nuovo regolamento sulla formazione iniziale degli insegnanti. Una procedura ancora tutta da scrivere (concorsi) contro una già disponibile (il TFA transitorio per l’abilitazione), che attende solo di essere attuata, assieme alle nuove lauree magistrali per l’insegnamento, e che rappresenta una concreta opportunità per avere titolo a partecipare ai futuri concorsi.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
29/07/2011 - Non credo ai concorsi (Stefania Bandini)

Non credo che l'assunzione per concorso sia il metodo migliore per testare le competenze e il merito: i concorsi sono carrozzoni immensi, di difficile e sicuramente dubbia gestione, siamo in Italia gente, sappiamo come va a finire purtroppo... Lo scandalo più grosso sono stati i corsi riservati abilitanti: tutti lì erano meritevoli, visto che erano i colleghi a fare corso ed esame finale. È stata una vergogna nazionale! Quanto alle SSIS, sulla carta erano a numero programmato, nella realtà erano aperte a tutti: lo so bene io, che mi sono classificata tra i primi nei concorsi di ammissione alla SSIS toscana, ma frequentavo lezioni debordanti di SOVRANNUMERARI, che poi si sono regolarmente abilitati. E allora? siccome le università hanno bisogno di soldi, dopo aver gonfiato le SSIS, aver inventato e moltiplicato master e corsi di perfezionamento (tutti frequentati per fare punti in Graduatoria, non certo perché si imparava qualcosa di nuovo, purtroppo!), troveranno il modo di gonfiare anche i TFA, stiamone pur certi. In Italia si fanno le leggi e poi si trovano le scorciatoie, i cavilli, i punti deboli, le interpretazioni contrastanti.... Una per tutte: l'inserimento a pettine dei docenti delle code: chi come me crede che la legge vada rispettata e non fa ricorso contro una legge dello stato, si trova sempre nel rischio di venir sorpassata da chi crede - e forse ha ragione? - che è sempre meglio tentare il ricorso! poveri noi...

 
27/07/2011 - scelta insegnanti (Alberto Simonini)

Bene. Diamo ai presidi la facoltà di scegliere gli insegnanti. Immaginiamo cosa succederebbe se oggi i presidi potessere scegliere i propri docenti in un ambito fortemente ideologizzato come la scuola: avremmo scuole dove insegnerebbero solo docenti con un certa tessera politica o peggio sindacale. Peggio in certe parti d'Italia l'intero collegio docenti avrebbe lo stesso cognome del preside: zii, fratelli, cugini tutti dentro! Le graduatorie per il momento sono il minore dei mali.

 
27/07/2011 - corsi di aggiornamento (giulia valsecchi)

Sono un'insegnante abilitata... invece di proporre nuovi esami per i docenti "congelati", perchè non valorizzare i corsi di aggiornamento ed eventualmente proporre degli esami a fine corso? Con punteggio, naturalmente! Cordiali saluti

 
27/07/2011 - scusate ma... (francesco taddei)

ci sono alcuni elementi che vengono poco considerati: 1) ogni riforma sistemica (e specialmente riguardo la scuola) presuppone un governo forte e questo in italia adesso non c'è. 2) le assunzioni nella pubblica istruzione in Italia rispondono alla disponibilità di denaro dello stato (vedi riforma maestro unico). 3) i dati istat ci dicono che nel 2016 gli ultrasessantenni saranno 30 milioni. quindi gli insegnanti, in base al numero degli studenti, dovranno calare di numero. 4) gli insegnanti in larga parte rifiutano di sottoporsi ad una valutazione. come si fa per farla accettare a quelli già in graduatoria, con la prospettiva di perdere punteggio?

 
27/07/2011 - Ripristino di un regolare canale abilitante (mario lietti)

Il dibattito in corso potrebbe attingere qualche spunto da questo articolo del prof Bertagna (sussidiario.net, 2009): http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2009/9/7/SCUOLA-Precari-per-sempre-La-storia-della-riforma-infinita/36890/ Cito un paio di passaggi: “Il modello scelto dalla Repubblica, come noto, era stato, di fatto, quello statalista e a programmazione centralista ereditato dal fascismo e mai messo davvero in discussione. I docenti impiegati civili dell’amministrazione statale. 'Funzionari' governativi. Le scuole uffici periferici del 'cervello' ministeriale romano”; “Don Luigi Sturzo […] già nel 1919 riteneva molto pericoloso per la qualità degli studi e per la stessa democrazia la costituzione di un apparato scolastico statale che non poteva che funzionare nel modo ricordato. Per questo riteneva che l’istruzione dovesse essere una competenza regionale e degli enti locali. E inoltre che dovesse essere molto potenziata la libertà di scuole”. Da una parte il trionfo del modello di matrice fascista (quello prediletto dagli attuali apparati), dall’altra l’opportunità di un’incisiva e coraggiosa riforma del sistema (si vuole riempire di senso la modifica del titolo V della Costituzione?) fondata su trasferimento di competenze e responsabilizzazione di tutti gli attori ad ogni livello. La scelta più qualificata per la comunità che è la scuola consiste nella scelta dei suoi insegnanti. Un regolare canale abilitante deve essere ripristinato, e a pieno regime.

 
27/07/2011 - I sogni dei giovani sono il futuro dell'umanità (Beatrice Toselli)

Sono una studentessa ed il mio sogno, come quello di tanti altri ragazzi è quello di diventare insegnante. Per insegnare facendo capire il vero valore di quello che si studia e SOPRATTUTTO IL PERCHE' lo si studia. In questo momento c'è così bisogno di prof che insegnino umanamente e con passione.. si trovano a stento, ormai c'è solo gente che vuole fare da autorià senza trasmetterti niente. Se uno non ha passione in quello che fa si vede e non te la può trasmettere. Si sta precipitando giù da un burrone senza neanche accorgersene. Non capisco perchè Gelmini abbia preso questa decisione. Qualche settimana fa il ministro è venuta alla festa della Libertà a Mirabello, dove io ho aiutato come cameriera, e guardandomi ha detto: ma che bravi questi giovani che si impegnano nel lavoro. E mi ha stretta. Con questo gesto una persona ti dà speranza, ti dà fiducia, ti da sicurezza nel procedere nel tuo impegno con libertà.. Quando ho letto il decreto sono stata assalita da una delusione immensa. Com'è possibile?

 
27/07/2011 - E' ora ..... (Gianni MEREGHETTI)

Spero che il ministro Gelmini ascolti i preziosi suggerimenti degli on. Mauro e Lupi. E' la strada giusta per uscire dalle secche dello statalismo. C'è una condizione imprescindibile perchè si avvii finalmente questo nuovo percorso, è che l'autonomia diventi reale. E' questa la madre di tutte le riforme, la riforma che sola può restituire alla scuola libertà e qualità.